
Memoria popolare
La vittoria dei “Cattolici popolari” contro l’ideologia di destra e di sinistra

Quarta e ultima parte della storia del Movimento Popolare a Roma raccontata da Saverio Allevato, protagonista di quelle vicende e coautore di “La P38 e la mela”. I precedenti post della serie sono disponibili qui (parte prima), qui (parte seconda) e qui (parte terza).
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Nel 1977 e nel 1978 non ci furono elezioni universitarie, perché quelle fatte avevano durata di due anni. Non per questo non ci furono, nella nostra realtà romana, fatti di notevole importanza che avevano anche risvolti nazionali. Per il 1977 ne ricordo solo due:
1) La “Lettera aperta ai compagni”, scritta dagli amici della facoltà di Scienze politiche, che scatenò polemiche e provocò intimidazioni fisiche. Nel testo dicevamo semplicemente che anche noi, come loro, lottavamo per un mondo migliore, ma che la nostra speranza non poggiava su una analisi scientifica della società, ma sulle presenza reale di Cristo in mezzo agli uomini.
2) La famosa “cacciata” di Luciano Lama, carismatico segretario generale della Cgil, dal piazzale della nostra università La Sapienza. Doveva tenere un comizio che aveva lo scopo di riaffermare l’agibilità politica dell’università da parte delle forze della sinistra parlamentare, ma le formazioni extraparlamentari (segnatamente elementi di Autonomia operaia) non glielo permisero. Dopo una prima fase di lazzi al suo indirizzo, opera degli “Indiani metropolitani”, cominciò una sassaiola e seguirono scontri veri e propri, tanto che l’agguerrito servizio d’ordine della Cgil, tra i più organizzati e forti di quelli di tutti i sindacati, dovette mettere in salvo Lama e disperdere la riunione.
In tale occasione merita di essere ricordato che noi avevamo da poco installato una radio privata nella nostra sede a Santa Maria Maggiore, che fece la radiocronaca dell’evento in diretta. Avevamo infatti mandato il nostro amico Filippo Landi (studente di Scienze politiche che poi sarebbe diventato giornalista Rai e corrispondente da Gerusalemme) a fare la prima e unica diretta della cacciata di Lama, realizzata attraverso una cabina telefonica pubblica (a quel tempo non esistevano ancora i cellulari). Purtroppo a causa della scarsità dei nostri mezzi tecnici fu possibile ascoltare la diretta soltanto nella zona dell’Esquilino…
Aldo Moro e Giovanni Paolo II
Per quanto riguarda il 1978, mi preme ricordare solo due grandi avvenimenti storici, vissuti da noi direttamente:
1) Il rapimento e l’uccisione, da parte delle Brigate rosse, dell’onorevole Aldo Moro. Ancora oggi mi chiedo cosa avrebbe potuto generare il nostro rapporto con il presidente e come si sarebbe sviluppata la storia del nostro paese se fosse rimasto in vita.
2) L’elezione al Soglio Pontificio di san Giovanni Paolo II, seguita alla morte, nello stesso anno, di altri due grandi papi: Paolo VI e Giovanni Paolo I. Il Papa polacco seguirà con simpatia i nostri tentativi.
1979, di nuovo alle urne
Nel 1979 si torna alle urne per rinnovare gli organi di gestione dell’università: la lista collegata al Pci perde quasi sei punti percentuali rispetto al 1976, la nostra lista invece ne guadagna quasi venti.
In questo anno, come Movimento Popolare, vale la pena ricordare che costituimmo l’Udog, che stava per Unione democratica per l’occupazione giovanile, insieme a D. Anconetani e M. Montalbano, rispettivamente presidenti delle Acli di Roma e della provincia di Roma, con Erminio Chioffi allora segretario regionale della Cisl-Lazio. Con questa iniziativa cercammo di utilizzare la famosa Legge 285/77 intitolata “Provvedimenti per l’occupazione giovanile”, pensata appunto per favorire l’occupazione dei giovani. Il nostro impegno maggiore fu quello di creare cooperative in diversi ambiti per concretizzare tale obiettivo.
1981, l’anno del sorpasso
Nel 1981 ci sono nuove elezioni universitarie, e per la prima volta avviene il sorpasso: la lista di sinistra ottiene il 40,41 per cento perdendo, rispetto al voto del ’79, quasi il 13 per cento; mentre la nostra lista che portava il nome di “Cattolici popolari” ottiene il 46,07 per cento, con un incremento rispetto al ’79 del 13 per cento. Altri dati significativi di questa tornata elettorale furono che i neofascisti del Fuan (Fronte universitario di azione nazionale) non si presentarono in nessun Consiglio mentre la sinistra unita presentò liste solo nei Consigli di amministrazione e in nessun Consiglio di facoltà.
Quel risultato elettorale sanciva la vittoria della nostra impostazione centrata sulla “risposta ai bisogni” rispetto all’impostazione ideologica di sinistra e di destra. Non fu, però, solo la débâcle della sinistra e della destra, ma anche di un certo mondo cattolico (la Fuci, Federazione universitari cattolici italiani, e il Movimento giovanile Dc), completamente assente dalla competizione elettorale.
Che cosa avevamo a cuore
Il trend continuò ad accentuarsi nelle successive elezioni universitarie. I dati del voto del 1983 e del 1985 sono inequivocabili:
Risultati elezioni universitarie 1983
Lista unitaria di sinistra: 24,91%
Cattolici popolari e democratici: 50,12%
Fuan (destra neofascista): 9,90%
Alleanza laica liberale e socialista: 15,07%
Risultati elezioni universitarie 1985
Lista unitaria di sinistra: 20,03%
Cattolici popolari e democratici: 55,09%
Fuan (destra neofascista): 7,96%
Alleanza laica liberale e socialista: 16,89%
Questi numeri, fatti e avvenimenti di portata storica riassumono le situazioni tutte vissute da uomini e donne, non solo di Cl e di Mp, che avevano a cuore una sola cosa: testimoniare nella vita concreta la presenza e l’amore di Cristo!
(4. fine)
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