Pellegrini, Fabio Scozzoli e Setterosa: l’Italia in vasca torna grande

Di Daniele Guarneri
26 Luglio 2011
Che Federica Pellegrini fosse troppo forte per le sue avversarie si sapeva, ad ogni modo ai mondiali di Shanghai ha potuto arricchire il suo palmares con un'altra medaglia d'oro nei 400 SL. Il romagnolo Fabio Scozzoli è invece una sorpresa assoluta, ha conquistato l'argento nei 100 rana grazie alla tagliatelle di mamma Laura. Infine il Setterosa che torna in semifinale dopo anni di crisi

Manca un anno esatto all’inizio della XXX edizione dei giochi Olimpici che si terranno a Londra. E intanto gli azzurri del nuoto si scaldano ai mondiali di Shanghai. Della Pellegrini inutile dire. Il suo oro l’ha già vinto ed era abbastanza scontato. Diverso il discorso per Fabio Scozzoli, ranista del team azzurro. Ieri nei 100 rana ha conquistato la medaglia d’argento. Davanti a lui solo il norvegese Alexander Dale Oen, imprendibile se si pensa che non si usano più i costumoni di gomma che ti facevano scivolare più facilmente una volta immerso nell’acqua.

Fabio è un romagnolo di 23 anni attaccato alle sue radici (il suo piatto preferito sono le tagliatelle al ragù di mamma Laura). In un’intervista al Corriere della Sera, quando si descrive, gli aggettivi semplice e sano sono quelli che usa di più: «Bisogna tenere la testa sulle spalle, essere umili e guardare gli avversari. Anche se sei il migliore puoi sempre imparare da tutti. Sono un ragazzo sano perché frequento persone di sani principi, umili, persone semplici che mi considerano un semplice compagno di squadra, un esempio da seguire, a volte, ma non irraggiungibile. Sano perché ho sempre vissuto in campagna, anche se ora mi alleno a Imola, piccola, perfetta per me».

Erano quattro anni che un nuotatore azzurro non vinceva una medaglia. L’ultima volta ai mondiali di Melbourne: era una squadra di grandi campioni composta da Magnini (oro ai 100 m stile libero), Colbertaldo (bronzo negli 800 m), Facci (bronzo nei 200 rana), Marin (bronzo nei 400 misti), e poi Rosolino, Calvi, Galenda e Magnini (argento nella 4×100 stile libero). Una bella scorpacciata di medaglie, ma da allora soltanto grandi delusioni. Per fortuna è arrivato lui, Fabio Scozzoli, l’uomo semplice, quello di campagna diventato grande in città, che appena può torna a Forlì da mamma Laura che lo ritempra con le sue tagliatelle al ragù. Il prossimo sogno sono le Olimpiadi 2012. Gli ultimi ori di un ranista italiano sono quelli del suo idolo Domenico Fioravanti (Sidney 2000) il primo atleta a vincere la combinata 100 e 200 metri rana in un’edizione dei giochi.

Non finiscono qui le sorprese in vasca. Anche il settebello rosa sta sorprendendo tutti. E anche in questo caso i ricordi che affiorano alla memoria sono parecchi. La nazionale femminile di pallanuoto era diventata un mito tra metà anni Novanta e 2000, raggiungendo l’apice della grandezza con la vittoria delle Olimpiadi del 2004 nella storica finale di Atene contro le padrone di casa della Grecia. Era la nazionale di Pierluigi Formiconi. Oggi di quella squadra sono rimaste due delle colonne portanti a fare da spalla al giovane ct Fabio Conti (38 anni): Monica Vaillant e Alexandra Araujo. Dal 2004 a oggi solo delusioni, senza rimpianti però: era finito un ciclo e non erano arrivati i giusti ricambi. Ora sì. Hanno superato i quarti di finale dopo essersi sbarazzate dell’Australia in una partita lunga e molto tesa, piena di emozioni e sorprese, terminata solo dopo i rigori. E in semifinale incontreranno la Grecia.

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