
Video/ Branciaroli: «Ecco i retroscena di “Processo e morte di Stalin”»
Ha recitato un testo scomodo. Dimenticato dopo la sua prima nel 1962. Lo ha fatto con studenti non professionisti del liceo don Gnocchi di Carate Brianza, in uno spettacolo fuori cartellone. Così l’attore Franco Branciaroli, sotto la regia di Andrea Maria Carabelli e con lo sponsor delle fondazioni Cavallo Rosso del liceo don Gnocchi e Costruiamo il futuro di Maurizio Lupi, ha portato in scena il 24, 25 e 26 giugno, al teatro Manzoni di Monza, la tragedia Processo e morte di Stalin di Eugenio Corti.
Ora l’attore racconta i retroscena che hanno reso possibile il successo dello spettacolo, nonostante le difficili premesse, sviscerando il testo e raccontando il regime comunista, l’ideologia e la violenza dell’uomo senza Dio. Branciaroli parla del teatro come educativo e del suo svilimento. Spiega l’ideologia, affermando che «solo il cristianesimo ha cambiato il mondo senza fare stragi».
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