
Uomo di dialogo e di «vera fibra sociale», chi è il nuovo vescovo di Parigi

Parigi. Papa Francesco ha scelto un uomo di esperienza e di dialogo come mons. Laurent Ulrich per ricoprire lo scranno più importante Francia, vacante dallo scorso dicembre: quello di arcivescovo di Parigi. Ulrich, arcivescovo di Lille, andrà così a sostituire Michel Aupetit, 70 anni, dimessosi a dicembre in seguito alle accuse di cattiva gestione delle risorse umane e di liaison amorosa con una donna nel 2012: accuse che l’alto prelato ha sempre negato formalmente.
Un “arcivescovo di transizione” a Parigi
Ulrich, prossimo ai 71 anni (li compirà a settembre), sarà un “arcivescovo di transizione”, come ha sottolineato La Croix, in ragione della regola ecclesiastica che impone ai vescovi le dimissioni arrivati all’età di 75 anni. La nomina era attesa con una certa impazienza dal clero parigino, così come dai fedeli, provati dalla burrasca che ha travolto Aupetit. Il ruolo di arcivescovo di Parigi è un ruolo di primo piano non solo dal punto di vista religioso ma anche politico e strategico per la Chiesa francese. Con 106 parrocchie e 500 preti in attività, Parigi è la più vasta diocesi di Francia. «Il posto di arcivescovo di Parigi comporta una dimensione di gestione e di amministrazione molto significativa, ma anche una funzione di rappresentazione capitale della Chiesa cattolica presso le autorità pubbliche ai più alti livelli dello Stato», spiega il Figaro.
Quella di papa Francesco è una scelta di “rottura”, secondo La Croix, perché Laurent Ulrich non proviene dal mondo ecclesiastico parigino come i suoi tre predecessori, Jean-Marie Lustiger, André Vingt-Trois e Michel Aupetit: viene dalla provincia profonda. Nato a Digione nel 1951, il nuovo arcivescovo di Parigi è stato ordinato sacerdote nel 1979, all’età di 28 anni. Dopo una lunga esperienza nell’arcidiocesi di Digione, tra il 2000 e il 2008 ha ricoperto il ruolo di arcivescovo di Chambery, prima di essere nominato a Lille, la capitale del dipartimento del Nord. Mons. Laurent Ulrich è un profilo moderato e progressista all’interno dell’episcopato cattolico, un vescovo che sposa pienamente la visione dell’attuale pontefice.
«Più pragmatico che ideologico»
Molto coinvolto nella causa dei migranti, a dicembre aveva organizzato un momento di preghiera a Dunquerque per commemorare i 27 migranti morti annegati nella Manica mentre cercavano di raggiungere le coste inglesi. «Ha una vera fibra sociale», ha detto all’Afp una fonte che conosce bene l’ex arcivescovo di Lille. Mons. Ulrich è conosciuto anche per essere un uomo metodico, con un’ottima capacità di gestione e amministrazione. «Segue da vicino i dossier, ascolta tutti i punti di vista. Senza essere autoritario, ha un’autorità naturale», ha detto al quotidiano conservatore uno dei suoi collaboratori. È stato anche vicepresidente della Conferenza episcopale francese e presidente dell’istanza economica dei vescovi di Francia. Sensibile ai media, ha diretto in passato il gruppo di emittenti radiofoniche cristiane Rcf (Radio chretienne francophone).
Un altro osservatore, dinanzi a chi considera la nomina di Ulrich uno strappo con la linea tradizionalista di Parigi, dice che il nuovo arcivescovo parigino è «più pragmatico che ideologico». «L’appello che ho ricevuto dalla Chiesa di venire a Parigi per esercitarvi il mio ministero viene da Cristo stesso», ha reagito alla nomina mons. Ulrich, cavaliere della Legion d’onore, in un comunicato pubblicato questa mattina. Alla diocesi di Parigi è chiamato a riportare un clima di serenità e di unità tra i preti parigini. I dossier sensibili non mancano: a partire dal cantiere della ricostruzione di Notre-Dame e dal rapporto Sauvé sugli abusi sessuali. La messa di insediamento si terrà lunedì 23 maggio alle 18.30, nella chiesa di Saint-Sulpice a Parigi.
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