Vescovi «sconvolti e scioccati» dalla strage cristiana in Nigeria

Di Redazione
04 Giugno 2012
Dopo l'attentato suicida in una chiesa che domenica ha causato la morte di almerno 15 cristiani, il disastro aereo di Lagos dove almeno 150 persone hanno perso la vita.

«Siamo sconvolti e scioccati dalle due tragedie che hanno colpito la Nigeria ieri, il disastro aereo di Lagos che ha provocato la morte di 153 persone, e l’attacco contro una chiesa cristiana a Bauci» dichiara Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos a presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria. Il prelato riferisce inoltre che i vescovi si sono incontrati «con il presidente Goodluck Jonathan, per discutere i problemi della sicurezza del Paese e degli attacchi contro le chiese cristiane, specialmente nel nord e l’incontro è stato molto fruttuoso».

Ieri, a Bauchi, nel nord della Nigeria, un’autobomba è esplosa nei pressi di una chiesa pentecostale causando la morte di 15 persone e il ferimento di altre 40. La zona, conosciuta come Yenwan Tudu, è a maggioranza cristiana. Il kamikaze, che era a bordo di un’auto carica di esplosivo, non è riuscito nell’intento di sfondare il cordone di sicurezza, rafforzata dopo gli ultimi attacchi che si sono verificati nella zona, e colpire la chiesa, ma si è schiantato contro un cancello posto a difesa dell’edificio, facendo così esplodere il veicolo. La violenza della deflagrazione è stata tale che parte della chiesa è crollata e decine di persone sono fuggite cercando di mettersi al riparo dalle macerie e dalle fiamme sprigionatesi dopo l’esplosione. Per il momento, l’attacco non è stato rivendicato, ma la regione, a maggioranza musulmana come tutto il nord della Nigeria, è in mano al gruppo islamista Boko Haram, responsabile di numerosi attentati che hanno provocato la morte di 505 persone da Natale 2011.

Il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha anche dichiarato tre giorni di lutto nazionale per il disastro aereo di Lagos, dove ieri un aereo è precipitato subito dopo il decollo su un edificio provocando almeno 150 vittime. Le squadre di soccorso non hanno ancora fornito un bilancio definitivo delle vittime, ma sono rimasti uccisi tutti i passeggeri a bordo del velivolo – un volo di linea della Dana Air a bordo del quale vi erano 147 passeggeri secondo alcune fonti, 153 secondo altre – ed un certo numero di persone che si trovavano a terra. Il presidente ha detto che l’incidente «ha provocato ulteriore dolore in un giorno in cui i nigeriani erano già nel lutto per la perdita di molte vite innocenti nell’attentato nella chiesa nello stato di Bauchi». L’incidente è avvenuto nel quartiere di Agege, una delle aree più popolate di Lagos, metropoli di oltre 15 milioni di abitanti, poco distante dall’aeroporto internazionale: in base alle prime informazioni, l’aereo proveniva da Abuja e doveva atterrare a Lagos ma, per motivi ancora da accertare, la torre di controllo ha perso i contatti con il pilota. Lo stesso pilota aveva lanciato il “May Day”, la segnalazione di emergenza, quando si trovava a circa 11 miglia nautiche da Lagos. Ossia 50 minuti dal decollo da Abuja. Poco dopo è avvenuto lo schianto. Quello di ieri è uno degli incidenti più gravi nella storia dell’aeronautica nigeriana, che sono tutt’altro che rari. Negli ultimi 17 anni, le vittime per sciagure aeree nel Paese sono state almeno 1.500. Da tempo le autorità si battono per sostenere una rigida politica di sicurezza aerea.

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