Stavolta l’Europa salverà davvero la Grecia? Mercati chiedono certezze

Di Redazione
22 Luglio 2011
Nel primo pomeriggio si terrà un importante vertice a Bruxelles tra i 17 paesi del Vecchio Continente. Per Barroso la situazione è «molto seria» e richiede una risposta «altrimenti ci andremo di mezzo tutti». Nella notte accordo tra Merkel e Sarkozy per creare una piattaforma comune su cui far convergere tutti

Nel pomeriggio (ore 13.00) si ritrovano i 17 paesi europei per decidere la sorte della Grecia. I mercati di tutto il mondo hanno gli occhi puntati sul vertice di Bruxelles perché si attendono parole definitive su come il Vecchio Continente intenda comportarsi di fronte alla crisi economico-finanziaria di Atene. In ballo, come ha spiegato in maniera alquanto accorata ieri il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, c’è il destino di tutti, non solo della Grecia. «Nessuno si deve fare illusioni – ha detto Barroso -, la situazione è molto seria, richiede una risposta, altrimenti le conseguenze negative si faranno sentire in tutti gli angoli dell’Europa e anche oltre».

Le opzioni sul tavolo sono due: lasciare fallire il paese o salvarlo. La prima ipotesi è da scongiurare, ma non è stata esclusa proprio stamane da Jean Claude Junker, presidente dell’Eurogruppo, che ha detto trattarsi di un pericolo possibile. Ma anche la seconda opzione necessita – almeno questo è ciò che si attendono i mercati – di parole chiare. È anche per questo che questa notte Angela Merkel e Nicolas Sarkozy si sono ritrovati per creare una piattaforma da sottoporre a tutti. Come ha detto la portavoce del governo francese, Valerie Pecresse, «occorre rassicurare i nostri partner. C’è bisogno di avere un consenso che sia il più ampio possibile, e la prima pietra di questo consenso era evidentemente costruire una posizione comune». I dettagli dell’accordo non sono stati ancora resi noti, ma, secondo alcune voci, sarebbe stata scartata l’idea di un salvataggio che coinvolgesse anche i creditori privati – era l’ipotesi della Merkel che non piaceva a Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea.

Nei giorni scorsi sono circolate diverse ipotesi su come comportarsi. C’è chi ha proposto di salvare il debito greco attraverso un rinnovo dei titoli per un periodo di cinque anni con un rendimento del 5,5 per cento annuo; chi ha allungato il periodo fino a trent’anni prevedendo un rinnovo delle obbligazioni per un ammontare pari al 70 per cento del valore e chi ha proposto un riacquisto dei titoli (buy-back) da parte della stessa Grecia – ma il paese non ha la disponibilità finanziaria per permetterselo.

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