Van De Sfroos a Sanremo canta Yanez in memoria del padre

Di Elisabetta Longo
22 Dicembre 2010
Da un paio di giorni il nome di Davide Van De Sfroos, cantautore laghèe, in qualità di partecipante del festival della canzone italiana ha sbalordito tutti. La canzone in dialetto parla di un personaggio di Emilio Salgari, Yanez, l'amico di Sandokan, e l'autore l'ha scritta in memoria del padre: «Mi piace immaginarlo ancora sulla barca come Yanez sul “praho”»

La lista ufficiale degli artisti in gara a Sanremo uscirà solo tra qualche ora, ma è da un paio di giorni che una new entry nella rosa dei possibili nomi ha sbalordito tutti. Si tratta di Davide Van De Sfroos, cantautore laghèe, che arriva sul palco dell’Ariston con una ballata cantata in dialetto come sua abitudine, dal titolo Yanez, in onore del personaggio di Emilio Salgari, il grande amico di Sandokan nel ciclo romanzesco dei pirati della Malesia.

Il cantante rivela di aver scritto il pezzo in memoria del padre, cresciuto a suon di romanzi di Salgari. «Vedendo gli sceneggiati in tv avevo pensato che lo Yanez di Leroy gli assomigliasse anche fisicamente. Gli ultimi anni della sua vita li ha vissuti a Cesenatico trasformandosi lui, uomo di lago, in lupo di mare. Mi piace immaginarlo ancora sulla barca, come Yanez sul “praho”», spiega Van De Sfroos.

Il cantante scaramanticamente dice di andare in riviera solo per presentare il pezzo, e non per la gara in sé,
pezzo che poi sarà inserito nella tracklist del nuovo album, forse in uscita la prossima primavera. E a chi ha storto il naso sentendo il suo nome e immaginando che l’avrebbe cantata in quella lingua strascicata, Davide ha detto che cancellare i dialetti è come limare gli Appennini, visto che l’Italia rimane unita anche grazie all’identità dei dialetti. Cosa di cui tra l’altro si sono detti lieti alla Mei, il meeting delle etichette indipendenti che auspica «una maggiore qualità dell’offerta musicale e una maggiore attenzione nei confronti dei circuiti indipendenti della musica italiana».

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