Valditara: «Serve un buono scuola nazionale»

Di Giuseppe Beltrame
26 Marzo 2025
Il ministro dell’Istruzione interviene a Milano al convegno celebrativo della legge sulla parità scolastica e annuncia che le paritarie potrebbero essere esentate dall’Imu. Pasolini (Comitato politico scolastico): «Lottiamo per il pluralismo educativo»
Il Ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara (foto Ansa)
Il Ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara (foto Ansa)

«Per raggiungere un’autentica libertà educativa bisogna realizzare quanto prima un buono scuola nazionale». Queste le parole del Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, che fanno ben sperare le centinaia di persone che il 24 marzo a Palazzo Lombardia a Milano hanno preso parte al convegno celebrativo per i venticinque anni dall’entrata in vigore della legge 62 del 2000 sulla parità scolastica.

Niente Imu per le scuole paritarie

Il ministro ha confermato il suo pieno sostegno alla promozione di una «scuola costituzionale», che quindi preveda la possibilità per tutte le famiglie di poter scegliere liberamente l’istituto a cui iscrivere i propri figli. «Per questo di anno in anno mi sto impegnando perché siano incrementati i sostegni economici per le scuole paritarie che, oltre ai pregiudizi, garantiscono l’applicazione dei valori costituenti voluti nel 1948», ha continuato Valditara, che ha ricordato come il governo in questi due anni abbia sostenuto gli istituti paritari, aprendo ai fondi del Pnrr da cui erano esclusi ed equiparando i docenti agli insegnanti pubblici nel percorso che porta all’abilitazione.

In questa direzione il ministro annuncia che è stata inviata una richiesta alla Commissione europea per esentare le scuole paritarie dal pagamento dell’Imu. «Se avremo risposta entro una settimana, faremo rientrare il provvedimento nel prossimo decreto legge», ha aggiunto. «Le famiglie devono essere al centro del progetto educativo. Per questo non farò un passo indietro sul consenso informato dei genitori per le attività che toccano la sfera personale dei propri figli e sulla possibilità di poter scegliere la continuità didattica anche per l’anno successivo per le famiglie soddisfatte del rapporto educativo che si è instaurato tra docente precario di sostegno e studente».

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«Serve un buono scuola nazionale»

L’evento è stato promosso da una rete di 24 associazioni di gestori e genitori, coordinati da Roberto Pasolini, alla guida del Comitato politico scolastico. Durante il convegno la rete ha presentato un documento che descrive le condizioni della scuola paritaria in Italia, con alcune proposte per il suo rilancio. «Vogliamo dimostrare il nostro appoggio al ministro per quanto sta facendo – ha detto Pasolini -, ma continuiamo a lavorare perché nel nostro paese sia accettato il pluralismo educativo. Sollecitiamo le famiglie a far sentire la loro voce, gli studenti delle scuole paritarie sono 775 mila, significa che oltre due milioni di italiani, considerando i genitori, sono coinvolti attivamente in questa battaglia».

«Le associazioni chiedono giustamente interventi tempestivi – ha sottolineato l’ex governatore Roberto Formigoni, uno dei primi in Italia a credere nel Buono scuola, da lui istituito per la Regione Lombardia già nel 2001 con uno stanziamento che negli anni raggiunse i 70 milioni. «Per istituirne uno nazionale servirebbero 460 milioni all’anno, una cifra importante ma non impossibile da raggiungere, ancor più in un contesto politico che vede per la prima volta tutte le forze della maggioranza in accordo sul sostegno alle scuole paritarie». D’accordo con lui il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi: «La legge del 2001 ha abbattuto dei muri, fu una rivoluzione culturale. Adesso dobbiamo decidere la strada da prendere: puntare sui finanziamenti diretti alle famiglie o sugli aiuti alla scuola».

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«La parità non è solo una bandiera»

La regione con più iscritti agli istituti paritari è proprio la Lombardia con 220 mila studenti sui 775 mila totali. Il governatore Attilio Fontana ha ribadito «l’importanza della libertà educativa perché le famiglie possano scegliere il tipo di formazione che ritengono più giusto e corretto». Simona Tironi, assessore lombardo all’Istruzione, formazione e lavoro ha sottolineato l’incremento negli ultimi anni dei fondi stanziati per il dote scuola (l’ex buono scuola), nonostante i tagli nazionali alle regioni degli ultimi anni. «Si è passati dai 24,2 milioni del 2021-22 ai 28 milioni del 2023-24. E per consentire una programmazione agli istituti sono già state messe in sicurezza le risorse per l’anno 2026-27. La parità scolastica per la Lombardia non è solo una bandiera».

A chiusura dell’evento la parola è passata ai rappresentanti delle associazioni, che hanno ringraziato la politica regionale e nazionale per i passi avanti degli ultimi anni, ma hanno sottolineato che il percorso è solo all’inizio. «C’è ancora molto da fare», il contenuto comune degli interventi.

L'auditorium G. Testori di Palazzo Lombardia a pochi minuti dall'inizio del convegno, 24 marzo 2025, Milano (foto Tempi)
L’auditorium G. Testori di Palazzo Lombardia a pochi minuti dall’inizio del convegno, 24 marzo 2025, Milano (foto Tempi)

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