
Usare i bambini per manifestare contro chiunque è vergognoso
Usare i bambini per manifestare contro chiunque è vergognoso. E non è mai successo. E soprattutto non è mai successo che lo facessero maestre e madri. Tranne nelle società dove i bambini sono stati e vengono allattati e cresciuti all’odio verso qualcuno. Pensate voi a dove e come. Frutto dell’educazione contro… Chiunque esso sia. E in qualunque modo, bianco o nero, cantato e colorato, avvenga.
E’ paradossale, o forse è triste, ma il mondo che cresce i bambini a suon di arcobaleni e filastrocchine, istruendoli fin dalla culla al regno dell’istintività, della lamentela e della semplificazione a buon mercato, avendo ahimè già cresciuto così le loro madri e maestre, e un po’ anche noi, con la sostituzione di due semplici preposizioni si trasforma.
E così “Si fa tutto per i bambini” diventa “Si fa tutto con i bambini”. Dove un “per” costruisce e apre il mondo al respiro del domani e un “con” lo strumentalizza al rantolo del momento. E noi dove siamo? Annalena Valenti, nome di battaglia mammaoca, oggi un po’ triste un po’ incazzata, e sempre con quella “piccola speranza” che mi pare il mondo non conosca più.
Perché non si lavora mai che per i bambini
Tutto quello che si fa lo si fa per i bambini.
E sono i bambini che fanno fare tutto.
Tutto quello che si fa.
Come se ci prendessero per mano.
Così tutto quello che si fa, tutto quello che la gente fa, lo si
fa per la piccola speranza.
Tutto quello che comincia ha una virtù che non si ritrova
mai più.
Una forza, una novità, una freschezza come l’alba.
Una giovinezza, un ardore.
Uno slancio.
Un’ingenuità.
Una nascita che non si trova mai più.
Ora la piccola speranza
È quella che sempre comincia
Per sperare, bimba mia, bisogna essere molto felici
Si mandano i figli a scuola, dice Dio.
Io penso che sia perché dimentichino il poco che sanno.
Si farebbe meglio a mandare a scuola i genitori.
Sono loro che ne hanno bisogno.
Ma naturalmente ci vorrebbe una scuola di me.
E non una scuola di uomini.
da Charles Peguy, I Misteri: La seconda virtù, I santi innocenti
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