Una settimana senza Messa

Di Luigi Amicone
16 Marzo 2020
Cronache dalla quarantena. Arriva il Covid-19 e la Messa si trasferisce su Facebook. I milletrecento forestali schierati da Solinas per sorvegliare i "fuggiaschi" del Nord mi controlleranno anche il Facebook che non ho?
Interno della basilica di Tergu

Cronache dalla quarantena / 2

Vabbè dopo il mio appello al presidente della Regione Sardegna, eccoli lì, Christian Solinas ha fatto Trump. Domanda: ma vi pare possibile che il governo Conte autorizzi la chiusura della Sardegna al mondo come Trump chiude gli Stati Uniti all’Europa? Non si può entrare né uscire neppure per motivi di lavoro o di necessità. Ma in che cazzo di “unità d’Italia” viviamo?” Roba da sobborgo di Chinatown.

Non vado a Messa e non faccio la comunione da una settimana esatta. Sono sbarcato ad Alghero venerdì 6 marzo. Sabato 7 ho partecipato e ricevuto la santa eucarestia nella basilica di Tergu, costruita dai monaci benedettini a metà dell’anno Mille. Dunque giusto mille anni fa.

Era un’abbazia dotata di una proprietà terriera, il più grande possedimento sull’isola dei monaci di Montecassino. Poi, nei secoli cosiddetti rinascimentali, decaduta per via di scontri e intrighi politici, finanche omicidi, scatenati dai signori locali per accaparrarsi proprietà e terre.

Arrivò la peste nera, anno 1348, e le dabbenaggini si placarono. Arriva l’odierno Covid-19 e la Messa si trasferisce su Facebook.

Adesso mi controlleranno anche il Facebook che non ho le milletrecento guardie forestali alle quali il governatore leghista ha affidato il compito di verificare l’osservanza della quarantena da parte dei “fuggiaschi” dal Nord? E il presidente dell’Anci Sardegna, sindaco di Burtigiadas Emiliano Deiana, che ha dato di “mi fate schifo” a quanti del Nord han messo piede in Sardegna, mi verrà a cercare col dragamine, sospettando che l’uomo del Nord è venuto nella “sua” Gallura per immondarla di bombe al Covid-19?

Dopo di che codeste illustri autorità, col visto sospetto anticostituzionale del governo Conte, hanno chiuso tutto – porti, aeroporti, pullman… E così, oltre alla quarantena, guardiamoci dall’occhio terrorizzato dalla paura e propagandismo dei capataz. Eppure, sebbene osteggiato dai propri capoccioni, tanta gente del popolo mi manda ancora a dire: «Benvenuti, amici».

Così va il mondo. Ma non per tutto questo, per l’abbazia decaduta di Tergu, la peste nera, il Deiana partito democratico tornato con l’occhio schifato e il governatore stabilmente leghista a cui mi tocca fare un “bello ciao”, me la prendo col Papa che chiude le Chiese.

La nostrana destra cattolica, non saudita e neanche sudamericana, devo dire che mi è partita simpatica e mi è diventata trombona. Scendono le mascherine d’ossigeno da questo aereo mezzo in picchiata, mezzo in coprifuoco, che è l’Italia, e loro continuano a giocare all’acchiappafantasmi.

Non che non si veda in chiaro la morte della buona intenzione e di tutta la prosopopea immigrazionista. Ma lasciate che parli il silenzio. Cosa aggiungere alla scomparsa delle lucciole per indicare che la qualità dell’aria non è più quella di una volta?

In realtà, se oggi andate su metro.it anche a Milano l’aria risulta molto prossima a quella di questo paesino tra le colline di Tempio Pausania. Buona o molto buona, visto che non circola più quasi nessuna automobile. Né al centro della città motore dell’Italia. Né in campagne che guadagnano in salute ciò che hanno perduto in Borsa.

Tutto flette, tutto si ridimensiona davanti all’imponenza di questo mezzo amminoacido che non sa di nulla e non arriva nemmeno alla dimensione di un batterio.

Solo il male resta in superficie, può infettare l’intera crosta terrestre, sterminare e poi sparire. Solo il bene ha profondità, dunque radici nel mistero, dunque può promettere l’eternità. In effetti l’infinitesimale killer che ha preso ad ammorbare la superficie terrestre ci sta riportando con violenza agli albori dell’umanità. Quando la filosofia nacque. E nacque non sul penso o dubito, sull’opinione o subconscio, sul mi indigno o mi schifo, ergo sum. Ma sul “come mai c’è qualcosa invece che niente?”.

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