
Un altro attentato islamista sventato in una chiesa francese

Parigi. Martedì 25 gennaio, è stato sventato di poco l’ennesimo attentato islamista sul suolo francese. Erano le 16:45 quando un individuo in djellaba (la tradizionale tunica tipica del Maghreb) e di aspetto nordafricano, Norredine A., si è introdotto nella basilica Notre-Dame de la Trinité di Blois, comune della regione Centro-Valle della Loira. Allertato dal comportamento sospetto dell’uomo, il sacrestano ha iniziato a sorvegliare i suoi movimenti all’interno della chiesa.
Nello zaino un Corano e un lungo coltello
«Indossava un djellaba bianco e un grosso cappotto nero. Camminava per la basilica, un po’ smarrito, senza sapere dove andare. Non l’ho mollato un secondo. A un tratto, si è rivolto a un volontario per chiedergli se fosse il prete. Ho trovato quella domanda molto strana. Non è paranoia, ma è naturale pensare immediatamente a quello che è accaduto altrove, a Nizza per esempio», ha dichiarato al Figaro il sacrestano di Notre-Dame de la Trinité, che, chiamando prontamente le forze di polizia, ha permesso di evitare il peggio.
Nello zaino di Norredine A, infatti, è stato ritrovato un Corano e un lungo coltello da cucina. «Si è girato verso una colonna della basilica, in direzione della Loira e della Mecca mi sembra, e si è messo a pregare», ha dettagliato il sacrestano, prima di aggiungere: «Alzava le mani al celo e sembrava quasi in trance. Aveva gli occhi un po’ fuori dalle orbite, come se avesse preso qualcosa. Mi sono detto ‘oddio, qui c’è veramente qualcosa che non va’, e in quel momento ho chiamato la polizia».
Lo stesso coltello dell’attentato di Nizza
Secondo un’altra fonte vicina al dossier sentita dal settimanale Valeurs Actuelles, «sembrava veramente alterato… Come quelli descritti da coloro che hanno incrociato gli assassini del Bataclan prima che commettessero la loro strage». Gli agenti della Bac, la brigata anti-criminalità, hanno riferito al sacrestano che era lo stesso genere di coltello utilizzato a Notre-Dame de l’Assomption a Nizza dall’islamista tunisino Brahim Aoussaoui per sgozzare tre fedeli, tra cui il prete della basilica, il 29 ottobre 2020. «È una tragedia che abbiamo ancora in testa e che spinge a essere vigilanti (…) Non è normale venire in un luogo di culto cattolico con un djellaba, un Corano e un coltello», ha affermato il sacrestano di Blois.
Secondo le informazioni del Figaro, Norredine A. ha 48 anni, è padre di due figli, era già noto alle forze di polizia, ma non era schedato “S”, la lettera con cui i servizi segreti francesi bollano gli individui potenzialmente pericolosi per la sicurezza dello Stato. Il procuratore della Repubblica di Blois, Frédéric Chevalier, ha detto che l’uomo viveva a casa della madre da alcuni anni e che aveva problemi psicologici. Dopo lo stato di fermo, l’individuo è stato internato in un istituto psichiatrico del dipartimento del Loiret in attesa dell’expertise.
Non è la prima volta che la basilica di Notre-Dame de la Trinité di Blois è presa di mira. Il parroco, padre Vincent, assente quando Norredine A. si è incuneato nella chiesa, ha manifestato a Valeurs Actuelles la sua “inquietudine”. Negli ultimi mesi, infatti, aveva già sporto denuncia dopo aver ricevuto esplicite minacce sul suo telefono personale. I ricordi non vanno soltanto a Nizza, ma anche a Saint-Étienne du Rouvray, in Normandia, dove il 26 luglio 2016 padre Jacques Hamel fu sgozzato sull’altare da due giovanissimi jihadisti, Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean. Fortunatamente, a Blois, la tragedia è stata soltanto sfiorata.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!