
Udine pro vita, ma nella sinistra scatta la solita protesta

Quando si parla di vita, nella sinistra scatta un riflesso pavloviano violento e irrazionale. Non c’è niente da fare, è più forte di loro. L’ultimo esempio è accaduto a Udine dove due politici di Forza Italia, Giovanni Govetto, con delega alla famiglia, e Enrico Berti, presidente del Consiglio comunale, hanno presentato un ordine del giorno dal titolo “Sostegno alle realtà associative che si occupano di sostegno e aiuto alla vita e istituzione di un Tavolo sulla natalità al fine di contrastare il preoccupante problema sociale del calo demografico”. Cosa dice l’Odg? Ognuno può leggere qui di seguito il documento e constatare che si tratta di un testo tutto “in positivo”, teso a sostenere la natalità.
Problema demografico
L’inverno demografico non è un problema di destra o di sinistra. È una questione che riguarda tutti, dicono i nostri due consiglieri che fanno notare che «l’incapacità di riconoscere il problema e di reagire ha condotto l’Italia – e la Regione Friuli Venezia Giulia – ad occupare gli ultimi posti nel continente europeo per tasso di natalità (circa 7,6 nati ogni 1000 residenti in Italia, 6,4 – ben al di sotto della media nazionale – per il Friuli Venezia Giulia, in tendenziale diminuzione)». Date queste premesse, dunque, Govetto e Berti chiedono al Consiglio di «valutare la possibilità di istituire un Tavolo sulla natalità in sede comunale, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della società civile, delle realtà associative e di volontariato, a supporto della delega alla Famiglia. Di impegnarsi al reperimento di nuovi finanziamenti e contributi volti a sostenere stabilmente le realtà che si occupano di aiuto e sostegno alla vita, alla maternità e alla genitorialità e al sostegno del lavoro casalingo».
Voto a favore
L’ordine del giorno passa a maggioranza. Votano a favore non solo i partiti di centrodestra, ma anche quattro consiglieri dell’opposizione, tra i quali la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Rosaria Capozzi, che dichiara: «La proposta può essere un valido sostegno alla natalità e alle famiglie in difficoltà, e non penso, con ciò, di offendere chi sostiene posizioni diverse, riferendosi a situazioni che sono comunque tutelate e rispettate. Se una donna non può permettersi di far nascere e crescere un bambino, questa è una sconfitta per tutti». Solo per un “errore tecnico” nel corso del collegamento telematico non viene computato a favore dell’odg anche il voto di due rappresentanti del gruppo misto. Risultato finale: su 41 componenti dell’assemblea cittadina, ben 29 si esprimono a favore, 6 contrari, 4 astenuti, 2 assenti.
Poteva mancare l’Anpi?
Tutto bene? Manco per sogno. Ecco scattare il famoso riflesso. Quattro consigliere del Pd (Cinzia Del Torre, Eleonora Meloni, Monica Paviotti e Sara Rosso) dichiarano che «è inaccettabile che nel 2021, proprio a Udine, città dei diritti per eccellenza, si approvino furbesche proposte di sostegno alla vita, cercando di minare quel sacrosanto diritto di scelta sul nostro corpo», perché «il calo demografico si combatte con le pari opportunità, con servizi per l’infanzia e di assistenza all’avanguardia, che consentano alle donne di coniugare i tempi per la famiglia con i tempi per il lavoro». Poteva mancare l’Anpi? Non poteva mancare, e infatti anche l’associazione partigiani se ne esce con un comunicato in cui dichiara: «Ancora una volta a essere colpite sono state le donne e le loro libertà di scelta e di autodeterminazione. Ancora una volta il corpo delle donne diventa strumento sul quale scrivere proposte di legge, normative, concessioni e divieti. Ancora una volta si decide senza di loro». Non perdono l’occasione nemmeno le “Donne in Nero – le Donne resistenti Udine” che rincarano la dose con un altro comunicato in cui si esprime «ferma contrarietà al progetto ideologico e sessista» e il Fvg Pride.
Lo striscione
A surriscaldare gli animi arriva infine la presa di posizione della deputata Debora Serracchiani, secondo la quale «come altre amministrazioni di destra in Italia, anche chi guida il Comune di Udine lavora per introdurre subdolamente azioni che vanno contro le donne e farci tornare indietro di decenni». Alle parole seguono poi le manifestazioni, come quella che porta all’esposizione sabato di uno striscione nella centralissima Loggia del Lionello a Udine: «Clito ride dove Chiesa brucia».
Ecco a cosa si è ridotta una sinistra non solo immemore delle lezioni di Pasolini e Bobbio sull’aborto, ma anche incapace di uscire dal recinto ideologico della rivendicazione dei diritti per provare ad affrontare in maniera concreta e positiva il problema demografico italiano.
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