
Udienza Generale: Testimoniare Dio in un società priva di valori spirituali
Il Santo padre, all’Udienza generale di oggi ha parlato di una santa proclamata Dottore della Chiesa. Santa Teresa d’Avila, nata nel 1515 ad Avila, in Spagna. La sua bellissima biografia parla di una bimba che già all’età di nove anni voleva morire per vedere Dio. Per lei, infatti, ha ricordato il Pontefice, «tutto quello che appartiene al mondo passa…”solo Dio è per sempre, sempre, sempre”, scrive». A vent’anni entra nel monastero del Carmelo, ma si ammala gravemente. Qui vive la malattia «come una lotta contro le proprie debolezze e la resistenza alla chiamata di Dio… “Che avevo abbandonato”». A trentanove anni giunge al culmine della sua lotta. E così, scrive ancora: «Accade…che d’improvviso mi venne un senso della presenza di Dio, che in nessun modo potevo dubitare che era dentro di me o che io ero tutta assorbita da lui». Così la santa che «vive un amore incondizionato alla Chiesa», anche «di fronte alla divisione e il conflitto» inizia a maturare «l’idea di riforma dell’ordine carmelitano». Fonderà, infatti, ben diciassette nuovi Carmeli. E con l’amico san Giovanni della Croce il primo convento dei Carmelitani scalzi.
«Non è facile – ha proseguito Benedetto XVI – riassumere la spiritualità teresina», ma il Pontefice ha cercato di tracciarla così. Anzitutto Teresa «propone le virtù evangeliche come base di tutta la vita cristiana e umana: in particolare, il distacco dai beni o povertà evangelica». Soprattutto il Papa ne ha sottolineate alcune di attuale interesse: «L’amore gli uni per gli altri come elemento essenziale per la vita comunitaria e sociale; l’umiltà come amore alla verità; la determinazione come frutto dell’audacia cristiana; la speranza teologale». In secondo luogo Teresa sottolinea la centralità della preghiera: «Pregare – continua il Pontefice – significa per lei “frequentare con amicizia, poiché frequentiamo a tu per tu Colui che sappiamo che ci ama”. Per lei, inoltre, la carità è innanzitutto «un tipo d’amicizia dell’uomo con Dio, che, per primo ha offerto la sua amicizia all’uomo». «Un altro tema caro alla Santa – ha ricordato il Santo Padre – è l’umanità di Cristo. Per Teresa, infatti, la vita cristiana», non è una morale o un sentimento, ma è una «relazione personale con Gesù, che culmina nell’unione con Lui per grazia, per amore e per imitazione».
Perciò, ha concluso il Papa, «nella nostra società, spesso carente di valori spirituali, santa Teresa ci insegna a essere testimoni instancabili di Dio, della Sua presenza e azione». Ci insegna poi «a sentire realmente questa sete di Dio che esiste nella profondità del nostro cuore, questo desiderio di vedere Dio, di cercare Dio…di essere amici con Dio». «Questa – ha concluso Benedetto XVI – è l’amicizia che è necessaria per tutti noi e che dobbiamo cercare ogni giorno di nuovo». Perciò, ha esortato il Pontefice, dedichiamo anche noi «ogni giorno il tempo giusto alla preghiera», che «non è tempo perso, ma un tempo nel quale si apre la strada verso la vera vita…verso una carità concreta per i nostri fratelli».
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