Ucraina. Un europeo su due vuole una pace rapida (a ogni costo)

Di Leone Grotti
18 Gennaio 2023
Sondaggio: il 48 per cento dei cittadini europei vorrebbe che l'Ucraina raggiungesse un accordo anche a costo di concessioni territoriali. Tedeschi e austriaci i più favorevoli. Italiani divisi su armi a Kiev e sanzioni a Mosca
Bandiere di Ucraina e Unione Europea sventolano a Kiev di fianco a un edificio danneggiato dai missili russi

Bandiere di Ucraina e Unione Europea sventolano a Kiev di fianco a un edificio danneggiato dai missili russi

Un cittadino europeo su due (48 per cento) è favorevole alla cessione di una parte di Ucraina alla Russia pur di far finire il più rapidamente possibile la guerra. Uno su tre (32 per cento) ritiene invece che il sacrificio non sia accettabile, neanche se permettesse di arrivare a un accordo di pace. È il risultato principale di un sondaggio condotto da Euroskopia in nove paesi dell’Unione Europea: Portogallo, Austria, Olanda, Polonia, Spagna, Francia, Germania, Italia e Grecia.

Un europeo su due per una pace rapida

Il paese dove i cittadini sono più favorevoli a una rapida conclusione del conflitto è l’Austria (64 per cento), seguito dalla Germania (60). L’ipotesi è accettata anche dalla maggioranza dei greci (54), mentre in Italia e Spagna trova il favore di un intervistato su due (50 per cento). Restano fortemente contrari all’idea che l’Ucraina, per raggiungere un accordo, perda una parte del suo territorio Olanda (27 per cento), Polonia (28) e Portogallo (41).

Allo stesso tempo, la maggior parte dei cittadini europei è favorevole al sostegno armato all’Ucraina (56 per cento). L’invio di armi a Kiev non riscontra il favore della maggioranza solo in due paesi: Germania, dove vi si oppone il 60 per cento, pur essendo il paese che ha inviato più aiuti al governo di Volodymyr Zelensky, e Italia, dove il 50 per cento degli intervistati è contrario.

Sì alle sanzioni alla Russia (ma non in Italia)

I cittadini europei, secondo la rilevazione, restano favorevoli a colpire la Russia con sanzioni (51,8 per cento). I paesi dove il consenso scende di più sono Grecia (29,2), Austria (38,1) e Italia (38,1).

Riguardo alla possibilità di tornare a fare affari con la Russia, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto di gas, una volta terminata la guerra i paesi più favorevoli sono Grecia (63,6 per cento), Austria (51,9 per cento), Germania (42,3 per cento) e ancora una volta Italia (40,8). In media, soltanto il 35,1 per cento dei cittadini europei è favorevole.

L’inutile massacro in Ucraina

Il sondaggio sembra rispecchiare i timori dei cittadini dell’Unione Europea per l’andamento del conflitto e dell’economia. Secondo l’ultimo rapporto dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, dall’inizio dell’invasione hanno già perso la vita in Ucraina 7.031 civili, una stima conservativa visto che è impossibile conteggiare le vittime nelle aree dove avvengono gli scontri più violenti. Secondo il governo di Kiev, invece, le vittime civili potrebbero essere decine di migliaia. Funzionari americani, ad esempio, parlano di 40 mila vittime civili.

A queste vanno aggiunte le perdite di uomini impiegati in battaglia. La Russia sostiene di aver subito appena 5.937 perdite, ma secondo gli Stati Uniti oltre 100 mila soldati russi sono stati uccisi o feriti. Lo stesso vale per l’esercito ucraino.

Un inutile massacro che andrebbe fermato il prima possibile, ma che verosimilmente si prolungherà ancora per molto visto che la Russia non ha alcuna intenzione di fermarsi e l’Ucraina, comprensibilmente, non vuole cedere parti del proprio territorio a Mosca. Per le sorti del conflitto sarà ora decisiva la capacità della Russia e dei paesi Nato di riarmarsi rapidamente dopo che un anno di guerra feroce ha dato fondo alle scorte dell’una e degli altri.

@LeoneGrotti

Foto Ansa

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.