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La preghiera del mattino

Ucraina e Gaza. Serve il ritorno di una “politica concreta”

Di Lodovico Festa
14 Agosto 2024
Il fastidio degli Usa per l'offensiva di Kiev in Russia, l'allineamento dell'Italia sulle posizioni americane, la necessità di perseguire il male minore. Rassegna ragionata dal web
La bandiera iraniana sventola di fianco a quella palestinese a Teheran
La bandiera iraniana sventola di fianco a quella palestinese a Teheran (Ansa)

Su Linkiesta Mario Lavia scrive: «E allora c’è da chiedersi perché mai il ministro della Difesa Guido Crosetto, finora coerente con il pieno sostegno alle truppe ucraine, abbia detto che "nessun paese deve invadere un altro paese, è un principio generale valido non solo per la guerra in Ucraina". Come se la controffensiva sul suolo del nemico fosse vietata».
Lavia di fatto legge la presa di posizione di Crosetto come un’apertura a Donald Trump. E così altri autorevoli opinionisti insistono su una sostanziale rottura del governo italiano con il fronte atlantico.
* * *
Su Strisciarossa Paolo Soldini scrive: «È una domanda semplice semplice, dalla risposta alla quale dipendono però tutte le considerazioni sul futuro della guerra in Ucraina: l’amministrazione americana era al corrente in anticipo (e eventualmente quanto) della clamorosa iniziativa di Kiev di penetrare boots on the ground nel territorio della Federazione Russa? Sulla base delle reazioni pubbliche dei responsabili ufficiali,...

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