
«Trattenere il 75% delle tasse al Nord? Farebbe bene anche al Sud». Non lo dice Maroni ma Giuseppe De Rita
Per Giuseppe De Rita le elezioni del 24 e 25 febbraio hanno ancora un finale aperto. L’unica cosa certa è che «il gioco politico del passato» questa volta sia davvero «usurato». «È sempre stato così», spiega il presidente del Censis in una lunga intervista concessa ad Antonio Maria Mira di Avvenire. «Per vivere e per governare razionalmente bisogna tenere lontano le estreme». Ma questa volta la sensazione è «che la gente non creda più nella razionalità politica o almeno in coloro che la interpretano. Il “professionalismo” politico ha un po’ stancato, non c’è più fiducia».
BASTA RIGORE, SERVE VIGORE. Ritenuto uno degli osservatori cattolici più importanti in Italia, nell’intervista ad Avvenire De Rita ripropone un suo collaudato cavallo di battaglia per descrivere il mood del nostro paese in vista del voto: «Qui non c’è più nessun vero desiderio. La paura della crisi, la stanchezza, il disprezzo per la “casta” fanno sì che ci siano più desideri distruttivi che di futuro. E una società senza desideri diventa triste oppure resta prigioniera di chi come Grillo illustra sì un desiderio ma, appunto, distruttivo: “Che vadano a casa, che si arrendano!”». Un fenomeno, l’annunciato exploit elettorale del Movimento 5 Stelle, che secondo De Rita è stato facilitato nell’ultimo anno anche da una vicenda (leggi “governo”?) «tutta impregnata dal rigore e invece bisognava suscitare più vigore collettivo che sostituisse il vigore dei desideri individuali. Il rigore frega il vigore. Ciò che di Grillo colpisce le masse è che è vigoroso. Ha perfino attraversato lo stretto di Messina a nuoto…».
LA FORZA DELLA COMUNITÀ. De Rita rifiuta dunque di associarsi al tentativo di esorcizzare Beppe Grillo archiviando il suo movimento nella categoria “populismo”. Al contrario annuncia che «annuserò se qualcosa di vigore e desiderio comincia ad avere effetto. Anche nelle forme più stravaganti. Se, ad esempio, diminuisce la propensione al rigore significa che c’è bisogno di altre adrenaline». Energie che secondo il presidente del Censis, però, devono «crescere dal basso», dalla «comunità», mentre la politica deve imparare a prenderle sul serio: «Rilanciare», «valorizzare», «sostenere». In una parola, sussidiarietà.
FEDERALISMO SALUTARE. Tanto meno De Rita si spaventa davanti alla proposta del Carroccio – divenuta lo slogan di Roberto Maroni nella corsa per la presidenza della Regione Lombardia – di “trattenere il 75 per cento delle tasse al Nord”, troppo spesso tacciata a sua volta di “populismo”. «Non ci dobbiamo scandalizzare di certo linguaggio leghista», dice De Rita. «La verità è che dietro c’è un’ipotesi di responsabilizzazione sul territorio che andrebbe bene anche al Sud. Non basta dire che è egoismo. Tutti, dal presidente di un municipio a Roma a quello di una provincia siciliana devono avere lo stesso spirito di responsabilità». Una svolta federalista che non nega affatto la solidarietà, anzi: «La responsabilità locale comunitaria permette la solidarietà. E la gente accetterebbe anche maggiori restrizioni sulla spesa pubblica se gestite in proprio e non redistribuite».
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14 commenti
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“La responsabilità locale comunitaria permette la solidarietà”. La forma di solidarietà che sembra prevalere a Napoli (e nel Meridione) è la seguente: in questi giorni di votazioni avremo il 30% di autobus in meno. Gli autisti hanno chiesto la licenza elettorale per fare i rappresentanti di lista. La spiegazione sarebbe nel fatto che sono stati assunti tramite amicizie con un politico ed ora devono restituire il favore.
Teoricamente trattenere più soldi al Nord dovrebbe fare aumentare la caccia agli evasori / elusori fiscali ed atteggiamenti comunitari virtuosi nelle singole persone. In realtà mi sembra aumenti solo il numero di chi si dà da fare con le amicizie (generando quella corruzione di cui, poi, anche loro si lamentano) e di chi emigra.
L’episodio degli autisti è certamente da deprecare. Però lo stesso fenomeno è segnalato anche in città del nord. A me sembra l’ennesimo problema che non viene mai affrontato. Scopro solo oggi che il fenomeno si era già registrato in passato però, personalmente è la prima volta che ne sento parlare.
Poi un giorno verrà un nuovo presidente della provincia di Milano che dirà: “non è giusto che così tante tasse pagate dai milanesi vadano a mantenere certe situazioni nelle valli alpine e prealpine, è giusto che il 75% delle tasse milanesi rimangano in provincia di Milano”
Ottenuto questo arriverà un giorno che il sindaco di Milano dirà “non giusto che così tante tasse pagate dai cittadini di Milano vadano a mantenere i paesi della provincia, è giusto che il 75% delle tasse cittadine rimangano in città”
Ottenuto questo arriverà un giorno che il consiglio di zona San Siro dirà “non giusto che così tante tasse pagate dai cittadini di San Siro vadano a mantenere certi quartieri come Quarto Oggiaro, è giusto che il 75% delle tasse pagate dai residenti di San Siro rimangano nel nostro quartiere “.
Pensate sia finita? sbagliato perchè San Siro non è fatto solo da condominii lussosi ma vi sono anche case popolari, così i rappresentanti delle realtà più lussuose comincerà a dire:
“non è giusto……………………………………..”
Poi un giorno lo smacchiatore di leopardi metterà una patrimoniale su 1.000.000 Euro.
Poi un giorno l’affabulatore con l’orecchino metterà una patrimoniale su 500.000 Euro.
Poi un giorno l’asciugatore di scogli metterà una patrimoniale su 100.000 Euro.
Poi un giorno l’amatore di toscani col ciuffo metterà una patrimoniale su 50.000 Euro.
Poi un giorno il killer delle bollicine di lambrusco metterà una patrimoniale su 25.000 Euro.
Poi un giorno il coltivatore del Monte dei Pascoli di Siena metterà una patrimoniale su 10.000 Euro.
Poi un giorno il fratello della sorella amica del GIP di Bari metterà una patrimoniale su 5.000 Euro.
Poi un giorno il il piazzista amico del Filippo di Milano metterà una patrimoniale su 1.000 Euro.
Poi un giorno gli italiani incazzati neri metteranno una taglia sui due massacratori.
Vivi o morti.
Evidentemente a De Rita hanno promesso le consulenze d’oro per studiare come la Repubblica Cielpadana sarà il paradiso dei terroni emigranti
Evidentemente a qualcuno piace sempre prenderlo nel solito posto.
Solo per il gusto di fare il bastian contrario ?
Mah !
Hai perfettamente ragione. Ricorda che lo prende in quel posto anche chi crede alle favole, tipo restituzione Imu con l’accordo con la Svizzera. Mi sembra che la nota di venerdì del governo Svizzero abbia fatto capire chi racconta favole e ricorda come questa testata ha difeso questa idea con fior di articoli per dimostrane la fattibilità. Quelli che tu pensi siano bastian contrari cerca di vederli magari anche come persone che sono realiste.
Siete realisti ?
Ma non fatemi ridere !
Siete solo dei testardi rompicoglioni a senso unico.
E ciechi sulle puttanate dei vostri beniamini.
La Svizzera ha semplicemente detto che la faccenda non è semplice da sistemare.
Capirai che considerazione articolata e complessa !
uau uau senti che fine filosofia 😀 TTATATATTATATTTA SIETE CIRCONDATI ahahahahaah
Sì, da rozzi imbecilli.
TO’, TO’,TO’, TO’, TO’, TO’, oh, oh,oh !!!!
fossero solo le tasse! dopo quanti giorni si incomincerebbero a sentire rivendicazioni tipo stato padano o nuova repubblica delle due sicilie?
Trattenere il 75% delle tasse al Nord? Non lo dice solo Maroni ma anche Giuseppe De Rita? E allora vuol dire che la miopia è una malattia contagiante… Mi avevano detto di no. Ma dovrò rivedere i miei studi!!
cari ”mantenuti” e parassiti, è ora che vi svegliate e la smettiate di farvi mantenere con la scusa che da voi c’è la malavita organizzata.