
Tra mazze, palline e caschi Kilkenny è campione. Ma non chiamatelo hockey. È hurling [link url=https://www.tempi.it/videogallery/hurling-il-secondo-sport-gaelico-per-popolarita#.UGmTu8R1CrM] VIDEO[/link]
[internal_video vid=49987] Inutile dire che a Croke Park c’era il tutto esaurito. Ancora una volta, come era già successo la scorsa settimana, come era già successo la settimana prima, e come era successo pure lo scorso anno. Dopo gli 82 mila che 7 giorni fa applaudivano la vittoria del Donegal in finale di calcio gaelico, ieri altrettanti applausi sono andati ai cats giallo-neri di Kilkenny, vittoriosi su Galway 3-22 a 3-11, nell’atto conclusivo della Championship di hurling, il secondo sport gaelico per importanza. Match combattutissimo, replay della sfida già giocatasi due settimane fa, ma terminata in pareggio e che ha regalato ai giallo-neri il loro 34esimo titolo nazionale. Il Kilkenny sta all’hurling un po’ come il Barcellona al calcio: si sprecano le parole di elogio nei loro confronti, così come i trofei nella, sempre più ricca, bacheca. Ora sono a +4 nel computo totale sui rivali di Dublino e a +8 su Tipperary, tre club soprannominati “holy three”, la sacra trinità dell’hurling, per la loro netta superiorità in tutto lo scenario nazionale, dove detengono 90 titoli complessivi.
MAZZE, CASCHI E PALLINE. Se ai nostri occhi continentali il calcio gaelico può sembrare un misto tra rugby e calcio, l’hurling ha invece tratti tutti unici. 15 contro 15, strane mazze in mano, una pallina che impazza da un punto all’altro del campo. E due porte in cui fare gol. Pensate sia parente dell’hockey? Vi sbagliate, perché in questo sport la palla può essere toccata anche con le mani, sollevata da terra. Vi sembra simile al britannico cricket? Non provate ad andare a dirlo a un irlandese: l’hurling è qualcosa di esclusivamente irish, qui è nato secoli fa (si dice venga addirittura dai druidi celtici), qui è cresciuto e qui si gioca, nelle vie dei quartieri come nelle scuole. Sono poche nel mondo le altre squadre di club, e solo l’isola verde può vantare una selezione nazionale. Non a caso la pallina è chiamata sliotar, parola d’origine gaelica come camán, che invece indica la mazza di frassino cui sono dotati tutti i giocatori. E poi, come nel calcio gaelico, la porta è di quel tipo che va di moda qui, nei paesi anglosassoni, a forma di H. Sotto c’è un portiere, e se lo superi prendi tre punti. Sopra invece solo 1.
MATCH SPETTACOLARI E VIOLENTI. Da qualche anno in tutte le partite della GAA è obbligatorio portare il casco: è una normativa introdotta da poco, per tutelare i giocatori dai duri contrasti che l’hurling riserva. In questo sport infatti la violenza cammina di pari passo alla spettacolarità: i tanti contatti s’associano ad azioni veloci, i ganci aggressivi tra mazze convivono con reti meravigliose e tiri chilometrici. Ma se volete capire in pieno le regole e gli schemi rassegnatevi: ci vorrebbe un soggiorno prolungato a Dublino per imparare tutto.
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