
Torneremo in sala

Ma quanto avete perso? “Faccia lei, in media abbiamo tra le 40 e le 50 mila presenze fisse al mese, 80 mila quando esce uno Zalone. E siamo chiusi dal 24 febbraio”. Gabriele Miragliotta è il direttore del Multisala Le Giraffe di Paderno Dugnano, che nell’hinterland milanese è sinonimo di grande cinema, cineforum, cinema in famiglia, weekend al cinema, sinonimo di “sala”.
Il salotto, per capirci, non è mai stato un’alternativa alle Giraffe, come racconta Miragliotta a Tempi.it, “qui abbiamo fedelissimi e tesserati, non sono le piattaforme web a farci concorrenza, non mancano gli incassi neanche in estate e con aperture ridotte. Abbiamo aperto a dicembre del 2004, tredici sale, 2.500 posti, e non ci siamo mai fermati. Fino ad oggi. Ma se riaprissimo domani non saprei sinceramente cosa farle vedere di nuovo: manca il fieno in cascina, tra posticipi e cancellazioni abbiamo poche certezze sull’uscita dei film stoppati dalle case di distribuzione in seguito al lockdown”. Ma come fate quindi a fare il vostro mestiere? “Come sempre: non abbiamo il titolo del momento ma abbiamo qualcosa che momentaneo non lo è affatto, ovvero la nostra comunità di fedelissimi, la passione per il cinema che in questi anni è diventata occasione di incontri, dibattiti, amicizia. Appena chiuse le sale abbiamo cercato di incontrarli in salotto”.
IL CRITICO IN SALOTTO
Per esempio alle Giraffe esiste uno zoccolo duro di 50-60 persone che ogni giovedì sera partecipa all’Appuntamento al buio: una serata trascorsa a guardare titoli in prima visione a sorpresa in compagnia del critico cinematografico Simone Fortunato (firma superfamiliare ai lettori di Tempi trattandosi del “nostro” Fortunato che da anni cura le pagine di questo giornale dedicate a film, cinema e dintorni), “nato come chiacchierata tra cinefili appassionati l’Appuntamento al buio è diventato punto di riferimento anche di studenti di cinema, insegnanti, professionisti e di chiunque desideri diventare un po’ più esperto. E ha finito per dare vita a nuovi appuntamenti, da rassegne ad hoc, classifiche, gruppi social, allo scambio di regali sotto Natale fino a una sorta di festa di fine stagione a giugno. Ebbene ora l’Appuntamento al buio è diventato un Appuntamento dall’isolamento: ci spostiamo sul web, parte la videochiamata ma il proiettore resta acceso sul grande schermo così da trasferire la sala in salotto. Non è un banale espediente estetico, è un modo per raccoglierci il più possibile”.

PRIMA GLI SPETTATORI
Ci sono poi i quiz, i giochi con le citazioni, il villaggio del cinema non è a corto di argomenti o modalità ma “la sala”, la distanza dalla sala, resta il tema di un cinema intorno al quale continuano a gravitare diecimila tesserati (conquistati grazie al sistema di card con ricarica che permette di risparmiare il 45 per cento del prezzo del biglietto per ogni visione, sconti settimanali sui film in programmazione o biglietti omaggio frutto di promozioni col circuito food del complesso polifunzionale che ospita il multisala). “L’idea è utilizzare intanto i canali social non solo per proporre rassegne e dibattiti ma per lanciare nuovi contenuti, penso a spezzoni di film che prima o poi usciranno, approfondimenti, insomma gettare le basi per il futuro inventandoci collaborazioni con le produzioni e mantenendo in primis gli spettatori. Poi ripartiremo”.
RIVOLUZIONARSI PER RIAPRIRE
Ma come? Nessuno sa nulla se non che la parola d’ordine è evitare assembramenti, in poche parole rivoluzionare la serata al cinema: posizionare uno spettatore ogni una o due poltrone, scaglionare gli ingressi, dividere gli accessi, monitorare la temperatura, regolare, garantire le distanze di sicurezza anche in entrata e uscita e per l’uso dei servizi, potenziare la struttura di prenotazione e pagamento online nonché, ovviamente, la sanificazione degli spazi. Non è un problema solo delle sale: l’intera filiera sta interrogandosi sulla convenienza e le modalità di riapertura a queste condizioni faticando a pensare come ritrovare ossigeno tra riprese interrotte, uscite rimandate, sospese quando non trasferite dai distributori sulle piattaforme on demand.
IL CINEMA SCATENA IL DIBATTITO. E L’INGEGNO
“Tutto vero – dice Miragliotta – molte produzioni si sono fermate, pochissime le uscite calendarizzate. Ma sarebbe un errore, nell’incertezza, non ripartire proprio da ciò che di certo c’è. E che non sono solo i costi – affitto, personale, spese fisse, adeguamenti, banalmente accensione di cento lampade da cinquemila watt per un terzo degli spettatori, sistema bar tutto da ripensare – ma questa piccola comunità che da sola spiega cosa sia il cinema. Non una semplice visione ma condivisione: il cinema scatena il dibattito e la comunità e ne abbiamo avuto prova proprio a serranda abbassata. Basta ingegnarsi, passione e curiosità non li metti in quarantena. Per questo so che chi ama la sala ci tornerà anche a sala rivoluzionata. L’estate, stagione di presenze e prioiezioni “fisiologicamente” ridotte ci aiuterà a farci le ossa, qualche titolo c’è. E chi va al cinema è pieno di iniziativa quanto noi che di cinema, ne sono sicuro, vivremo ancora a lungo”.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!