Islamismo via TikTok, la radicalizzazione dei giovani passa anche dai nuovi social

Di Mauro Zanon
01 Febbraio 2022
Brevi video virali con riferimenti pop per educare al salafismo e convertire i propri follower. I moderni e inflessibili predicatori di Allah sono influencer
Influencer musulmani su TikTok
L'immagine di copertina della lunga inchiesta di Le Croix

Parigi. Un nuovo fenomeno preoccupa sempre di più le autorità francesi impegnate nella lotta contro la radicalizzazione sul web: il “salafismo diluito”, come è stato ribattezzato dagli addetti ai lavori, ossia una visione rigorista dell’islam distillata a piccole dosi attraverso i social network, e in particolare TikTok, l’applicazione preferita dai giovani.

Charlène, convertita durante il lockdown

Il quotidiano cattolico La Croix ha realizzato una lunga inchiesta sulla nuova ondata di influencer islamici che su TikTok, unendo linguaggio cool e riferimenti alla cultura pop, educano al salafismo i loro followers, alcuni musulmani da sempre, altri neoconvertiti. Come Charlène, 27 anni, cittadina di Lannion, comune di 20mila anime situato in Bretagna. In tutta la sua vita, non aveva mai varcato la soglia di una moschea: fino al novembre del 2021, quando ha deciso di prendere contatto con un imam per manifestargli il suo desiderio di convertirsi. «Questa voglia mi è venuta durante il lockdown, dopo un periodo difficile», ha detto alla Croix questa ragazza della provincia francese.

Charlène ha fatto le scuole cattoliche, ma oggi è una musulmana praticante, non beve più alcol, mangia solo halal e prega Allah quotidianamente. «Seguo le regole che mi sembrano più giuste, che combaciano maggiormente con la mia personalità», ha aggiunto. A indirizzarla verso la conversione, è stato Redazere, tiktoker algerino di 26 anni che vive in Québec. Occhi verdi e barba chiara, Redazere pubblica ogni giorno alcuni video cortissimi e con un linguaggio accattivante dove dispensa consigli per essere un buon musulmano, sia dal punto di vista teologico che pratico, alternati a immagini della serie coreana Squid Game o alle sue vacanze in Messico.

«Proibito guardare le donne», dice Redazere ai sui follower

Con 1,7 milioni di abbonati, è tra gli influencer francofoni più seguiti sul social cinese. «Su TikTok ci sono anche degli account cristiani. Ma sono i musulmani che hanno suscitato la mia attenzione. Soprattuto Redazere. Per la sua personalità, per la sua energia», ha spiegato Charlène. Quest’ultima, tre giorni dopo la conversione all’islam, ha pubblicato un messaggio sotto un video di Redazere per esprimergli la propria gratitudine: «Mi hai veramente invogliato a convertirmi, grazie mille».

Il tiktoker algerino dice ai suoi seguaci che radersi la barba è “haram”, proibito, e anche «guardare le donne lo è», così come baciarsi prima del matrimonio. Indossare il velo, va da sé, è un obbligo per le persone di sesso femminile fin dalla tenera età, e celebrare il Natale è vietato, ricorda Redazere. Che a Capodanno ha raccomandato di non fare il conto alla rovescia «per non assomigliare ai non-credenti» che definisce “kouffars”, miscredenti.

La visione rigorista dell’islam va forte su TikTok

Colui che ha convertito Charlène e chissà quante altre ragazze e ragazzi a una visione rigorista dell’islam è lungi dall’essere isolato nella galassia di TikTok, come riportato da La Croix. Comprends Ton Dîne, Savoir Islam, Hicham R2F, AbuayahTV, Ismaël Abou Nour, dietro questi pseudonimi si scoprono giovani sulla ventina o sulla trentina, alcuni imam, in possesso di una conoscenza perfetta dei codici, del linguaggio e dell’estetica dei social network: conoscenza che mettono a profitto per indottrinare i follower.

Hamid e gli altri gestori dell’account Comprends Ton Dîne, per esempio, invitano gli abbonati a evitare i compleanni «basati su fondamenta pagane che sono in contraddizione con la nostra religione». In un video, si sono filmati mentre staccavano dal muro il poster di un giocatore della Nazionale di calcio francese perché «l’islam vieta di appendere qualsiasi foto composta da creature umane o animali». In un altro, Hamid ha definito il tradizionale modello di integrazione francese, l’assimilazionismo, «un’apostasia edulcorata». Gli adolescenti francofoni si mostrano particolarmente sensibili a questi discorsi, che offrono risposte semplicistiche a tutte le questioni della vita e puntano sul senso di colpa.

Preoccupati «di non fare abbastanza per Allah»

Come raccontato da La Croix, molti adolescenti indottrinati «sono preoccupati» di non riuscire a rispettare tutte le regole, incompatibili con il quadro di vita occidentale. «Come portare a termine le cinque preghiere quotidiane alla luce degli obblighi scolastici? Cosa fare se i genitori bevono alcol? Si può continuare a leggere i manga?», si chiedono. E c’è chi scrive di avere paura quando Redazere afferma che è «molto grave» fare soltanto quattro preghiere su cinque. «Reda, a causa dei tuoi video ho paura. Ho solo tredici anni e ho l’impressione (…) di accumulare troppi peccati, di non fare abbastanza per Allah».

Secondo Damien Saverot, dottorando all’École normale supérieure, «prima bisognava essere immersi nel salafismo per andare a cercare questi contenuti, oggi sono degli influencer che non rivendicano apertamente la loro appartenenza al salafismo a diffonderlo tra persone che non lo conoscono, sostenendo che si tratta semplicemente dell’islam».

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