
Talidomide. Gli animalisti querelano Giovanardi. Ma per quali crimini?
La settimana scorsa, il produttore di un farmaco per donne incinta, il talidomide, che per non essere stato sufficientemente testato sugli animali negli anni Cinquanta provocò la nascita di almeno 10 mila bambini malformati, ha chiesto solennemente scusa alle vittime. Dopo di che, il Partito animalista europeo ha querelato Carlo Giovanardi. Perché? «Per istigazione a delinquere contro la salute e l’incolumità pubblica». Per quali crimini, visto che il senatore Pdl si è limitato a dar voce a Nadia Malavasi, presidente dell’associazione vittime del talidomide? E per quali «buffonate» dette da Silvio Garattini, visto che l’esimio farmacologo si è limitato a confermare quanto già dichiarato a tempi.it da Giovanardi e Malavasi? Secondo gli animalisti sarebbe «istigazione a delinquere» avversare una legge in votazione al Senato che vieterebbe la sperimentazione sugli animali.
Così, nei giorni in cui il Senato ha sospeso i lavori in tema di violenza sulle donne per assenza di un presidente mentre il presidente del Senato ha posato davanti al parlamento insieme all’onorevole Michela Brambilla per la campagna “adotta un Beagle”, le persone normali hanno capito fino a che punto si è spinto il sonno della ragione. Già dai tempi in cui la gente offriva sacrifici agli dei e sguazzava nel sangue delle vittime, con tipi come Gesù e Francesco (ma anche con Marx e Kant), noi occidentali abbiamo appreso l’amore e il rispetto degli animali.
Ora che siamo tornati ai fasti dionisiaci, se escludiamo le cavie animali su chi li testeremo i farmaci? Sui bambini nella pancia? Sui malati incurabili? Anche questo sarebbe un bel tornare. Non agli anni Cinquanta. Ma alla Germania del ’33.
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10 commenti
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http://sperimentazioneanimale.wordpress.com/2012/10/03/talidomide-e-test-di-teratogenesi-su-animali-tra-mito-e-realta/
io credo che, a meno che non si abbia a che fare con persone dogmaticamente arroccate sulle proprie posizioni, ma chi ama la scienza non dovrebbe esserlo dal momento che la scienza è tale proprio perché non accetta dogmi, il dialogo dovrebbe essere un presentare le proprie ragioni cercando di dimostrarne la forza senza offendere gli altri. Oltretutto, quando è in gioco la sofferenza (reale) di esseri senzienti (reali), a meno che non si tratti di un sadico psicotico, anche chi è a favore della vivisezione dovrebbe quantomeno partecipare ad una seria riflessione. Io sono contraria alla vivisezione in ogni sua forma, ma, ripeto, anche chi, a torto o a ragione, la ritiene necessaria dovrebbe perlomeno, dato che è in gioco il dolore e la morte di tanti individui capaci al di fuori di ogni dubbio di provare dolore, ansia e paura, documentarsi seriamente su ciò che viene realmente fatto nei laboratori, vederne i video in circolazione, leggerne i resoconti. Sfido anche i più convinti assertori della vivisezione a sostenere che la stragrande maggioranza degli esperimenti che si continuano a fare abbiano una qualche utilità. Io non pretendo che cambiate idea, ma perlomeno restate della vostra idea dopo esservi confrontati con testi come “Liberazione animale” di Peter Singer (il saggiatore), non è il vademecum di un qualsiasi animalista, ma un vero testo di etica con un lungo capitolo sulla ricerca in cui vengono riportati passi tratti dalla letteratura scientifica, quindi non di parte. Se volete una lettura più semplice e svelta, leggete almeno Stefano Cagno, “Tutto quello che dovresti sapere sulla vivisezione ma non vogliono che tu sappia” (Cosmopolis) o “Imperatrice nuda” di Hans Ruesch, più impegnativo. Io credo che dobbiate almeno questo ai milioni di animali non umani che soffrono per le vostre convinzioni. Leggete questi testi e dimostrate che le vostre convinzioni resistono. Grazie a chi lo farà.
be visto che viene citato Cristo non penso proprio approverebbe la sperimentazione su animali,inoltre e’ormai fuori di dubbio quanto questa serva solo alle pubblicazioni dei professori e alla loro carriera e quanto insufficiente se non inutile sia ai fini della cura.Si sperimenti su cellule in vitro,come predica il Prof. Veronesi o sui poveretti che credono che l ‘uomo debba raggiungere l onnipotenza a discapito e sulla sofferenza delle altre specie.
Onnipotenza? Vediamo.
Ho un fratello con problemi di sviluppo psicomotorio. Anni fa nella notte più terrificante della mia vita ha avuto il suo primo attacco epilettico, una cosa orrenda e lunghissima, non finiva più, e quando finiva tornava più intenso poco dopo. Attacchi così lunghi sono spesso letali. Adesso prende l’acido valproico e non ha più avuto attacchi. Questa è voglia di onnipotenza.
Avevo un prozio che mi ha praticamente cresciuto per i miei primi tre anni di vita, ha passato notti intere, anche lavorative, a tenermi perché piangevo e non dormivo, a parlarmi e a farmi vedere la luna e le stelle, tutto questo mentre senza dirlo a nessuno era malato di leucemia. E’ morto prima che compissi tre anni e darei qualsiasi cosa perché sia ancora vivo, perché possa vedere che persona è diventato colui per cui ha sacrificato tante notti e probabilmente aggravato la propria malattia. Questa è voglia di onnipotenza.
Mia nonna, la sorella di mio zio, che mi ha cresciuto per otto anni e a cui volevo più bene che chiunque altro. Morta di cancro ad appena 59 anni, penso avrebbe meritato di vivere molto di più. Questa è voglia di onnipotenza,
Mio nipote, che nasce tra circa venti giorni: vorrei che vivesse talmente a lungo grazie alla scienza medica che neanche noi adesso ce lo immaginiamo. Che non debba più preoccuparsi delle orribili malattie che ancora per noi sono insormontabili, che non debba mai soffrire certe debilitazioni.
Questa per voi è voglia di onnipotenza. Ditemi ad alta voce, vi prego, che per voi i vostri figli devono vivere come voi, morire in media a ottant’anni o prima di orrende malattie come voi, e non aspirare a qualcosa di meglio. Ditemi una cosa così orrenda se davvero la pensate. Mi fareste una tristezza immane. L’umanità E’ aspirare a qualcosa di meglio e puntare sempre un po’ più in là del possibile. Senza queste spinte non vale la pena vivere, e non valiamo niente come specie intelligente. Senza queste spinte penso proprio che saremmo ancora molto pelosi a saltare per gli alberi.
…mi sono commossa, Christopher.
Grazie.
Splendido commento, davvero
ma a gente che mette una madre o un figlio allo stesso livello di un sorcio non farà effetto purtroppo
be visto che viene citato Cristo non penso proprio approverebbe la sperimentazione su animali,inoltre e’ormai fuori di dubbio quanto questa serva solo alle pubblicazioni dei professori e alla loro carriera e quanto insufficiente se non inutile sia ai fini della cura.Si sperimenti su cellule in vitro,come predica il Prof. Veronesi o sui cretini che credono che l ‘uomo debba raggiungere l onnipotenza a discapito e sulla sofferenza delle altre specie.
Vorrei rispondere ad un paio di punti: Veronesi sostiene che l’uso animale sia ancora necessario, da ridurre ove possibile, ma necessario; inoltre le colture cellulari sono prodotte da tessuti animali, quindi in sostanza non cambierebbe nulla. Fra l’altro, non vedo come uno strato di cellule su di un vetrino possa dare risposte più accurate rispetto ad un organismo intero… Senza tener conto che i test in vitro sono già svolti preliminarmente a quelli su animali.
Da ultimo, credo che “i professori” potrebbero benisimo far ricerca e pubblicazioni anche senza usare gli animali. Sostenere che la sperimentazione su animali si sostenga su un pretesto quando è in realtà inutile è sbagliato: se ci fossero mezzi davvero alternativi per fare ricerca sarebbero certamente gli scienziati i primi a spingere per usarli.
Sperimentiamo i farmaci sugli iscritti al Partito Animalista Europeo. No?