La vita di don Vincent Nagle, nato in una comunità hippy, ha dovuto attraversare gli Stati Uniti con 50 dollari in tasca per imparare che i rapporti vanno messi a repentaglio. Solo così si scopre «l’unica speranza che non muore»
Intervista a don Vincent Nagle, missionario della Fraternità San Carlo Borromeo, che va dritto al cuore del dramma americano: «L'angoscia di un'esistenza senza significato, senza storia e senza appartenenza è insopportabile. Va riscoperta la trama di Dio che dà senso a ogni cosa»
Senza relazioni umane vere, soprattutto quando arriva «il terremoto della malattia», nessuno può avere una vita degna di essere vissuta. Ma c'è un'alternativa all'eutanasia: una compagnia