A Washington la Native American Guardians Association chiede alla squadra di football dei Commanders di tornare allo storico nome, cambiato pochi anni fa perché razzista. Cortocircuito servito
Cancellati sei marchi registrati dalla franchigia di football di Washington: «Sono dispregiativi nei confronti dei nativi americani». L'ultimo atto di una battaglia tra tolleranza e politically correct.
I democratici invitano la NFL a prendere esempio dall'NBA che ha estromesso il proprietario dei Los Angeles Clippers perché razzista. Ma dimenticano la storia (e quel che pensano i nativi stessi)
Nel dibattito sul nome della squadra di Washington si alza la voce di Ray Halbritter, rappresentante della tribù Oneida. E c'è chi vuole cambiare il logo in una patata a buccia rossa
Maschio, in salute, bianco ed eterosessuale, sono l’archetipo del mascalzone, nella rutilante era in cui ogni opinione politicamente scorretta dev'essere punita
Anche il presidente si accoda all'assurda richiesta di fa cambiare il nome alla squadra di football americano. Ma i tifosi non ne vogliono sentir parlare
I "pellerossa" di Washington di nuovo alle prese con una vecchia polemica: «Quel termine è razzista». Ma la storia della squadra dimostra che non è così