
Superman per caso: Palacio, Di Michele e gli altri portieri per un giorno
Un quarto d’ora striminzito. Ma a Palacio è bastato per far suoi tutti i titoli di giornale di oggi, e conquistarsi una serata dalle emozioni decisamente singolari: l’infortunio di Castellazzi, ieri sera nel match di Coppa Italia contro il Verona, ha infatti mandato l’attaccante argentino tra i pali, a difendere la porta di Stramaccioni, che aveva appena finito i cambi. E non se l’è cavata affatto male l’ex-giocatore del Genoa: gli scaligeri hanno dovuto inchinarsi anche di fronte alle sue parate, specie a quella sull’incornata di Carrozza, su cui l’insolito portiere si è fatto trovare prontissimo a deviare in corner.
FARINOS DIVENTA EROE. Ma la storia del pallone è ricca di queste pagine di piccolo ma eroico sacrificio, dove i cicli del pallone costringono giocatori d’ogni sorta a infilare i guanti alle mani e re-inventarsi portiere, improvvisando prodezze sperimentate anni e anni addietro, magari giocando da ragazzino al parchetto del paese. All’Inter tutti ricordano quando ad andare in porta fu Francisco Farinos, in un match dai toni epici: quarti di finale di Coppa Uefa, stagione 2001-02. Come si fa a dimenticare l’immagine di quel giocatore spagnolo con addosso una maglia troppo grande, quella di Francesco Toldo, appena espulso nel ritorno della sfida col Valencia? La rete di Ventola al terzo minuto aveva ribaltato l’1-1 sfavorevole dell’andata, e i gli spagnoli spingevano in casa loro. Il fortino nerazzurro reggeva bene, e il centrocampista, per altro ex di turno, trovò il tempo anche per mettersi in mostra anche con un paio di interventi.
DI MICHELE SI MANGIA VUCINIC. Leggendari sono stati anche i numeri in porta di David Di Michele. Lui può addirittura vantarsi di aver parato un rigore, e niente meno che a Mirko Vucinic. La cronaca ci riporta indietro al 2004-05, quando l’attaccante di Guidonia vestiva il bianconero dell’Udinese, squadra ruspante e dal gol facile, sotto gli attenti dettami di Luciano Spalletti. Quell’anno i friulani ebbero un rivale strano: il Lecce di Zeman, affrontato quattro volte tra campionato e Coppa Italia in partite sempre spumeggianti, con 26 gol totali. Uno di questi fu un pirotecnico 4-5, andata della Coppa di lega, coi bianconeri bravi a recuperare dallo 0-3 iniziale: ma allo scadere Handanovic si fece espellere, in porta ci andò appunto Di Michele che ipnotizzò Vucinic respingendogli il rigore coi piedi.
BILICA IPNOTIZZÒ SHEVA. Di Michele fu fortunato perché la sua Udinese vinse, meno lo fu Fabio Bilica, difensore brasiliano passato per Venezia e Ancona: dalla sua potrà sempre vantarsi di aver respinto il penalty di un certo Andriy Shevchenko, nella gara di campionato del ’99 tra i lagunari e il Milan. Ma quei numeri fatti al posto del portiere Casazza furono inutili, dato che sulla ribattuta si fiondò Orlandini che siglò il 3-0. Meglio andò lo stesso anno a Lima, brasiliano visto a Lecce, Bologna e Roma: il 2-1 finale con cui i salentini liquidarono la Reggina è tutto suo, mandato in porta al posto di Chimenti e perfetto nello sventare le conclusioni amaranto.
LA GERMANIA APPLAUDÌ GRAZIANI. Di casi simili il calcio è pieno. Vale la pena ricordare quello del grande Ciccio Graziani, portiere per un giorno in Germania, dove il Torino si giocava il ritorno del secondo turno della Coppa Campioni ’76-‘77 contro il Borussia Moenchengladbach. I granata finirono il match in 8, e quando ad andare a fare la doccia fu il portiere Castellini, Graziani si ritrovò fra i pali, applaudito anche dai tifosi di casa per le parate con cui difese lo 0-0: il 2-1 tedesco dell’andata spedì a casa il Toro, che però tornò in Italia a testa alta, protagonista di una gara di carattere.
GLORIA PER MELO. L’ultimo giocatore di movimento ad aver parato un rigore è stato un altro brasiliano, Felipe Melo, vecchia conoscenza della Juventus ora in forza al Galatasaray. Il video ha fatto il giro del mondo, riportando in auge il nome di un ragazzo che a Torino avrebbero volentieri dimenticato: al 90’ della sfida col Elazigspor indovina l’angolo scelto da Turkgodan, non facendo rimpiangere l’espulsione di Muslera. A volte il calcio sa dare gloria a tutti. Proprio tutti.
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Le parate di palacio sono meravigliose