Suggerimenti dal cielo e dalla terra per gli allergici a papa Francesco

Di Luigi Amicone - Antonio Villa
21 Luglio 2020
Un'altra efficace lettera del grande don Antonio Villa da Tarcento, stavolta diretta a un’amica in difficoltà con l’umano sentire e il politico agire del Pontefice
Papa Francesco

L’epopea della fase 2 / 24

Questo don Antonio Villa da Tarcento, 89 anni da uomo destinato come ciascuno e tutti all’errore e alla tomba, ma soprattutto battezzato cristiano, marchiato da una consegna dell’altro mondo in questo mondo, mi consente ancora una volta di appropriarmi di certe sue lettere come la seguente. Nella quale a un’amica in difficoltà con l’umano sentire e il politico agire del Pontefice, espone le proprie ragioni di esperienza per non fare di papa Francesco la vittima designata di pur legittime idiosincrasie umane e politiche. La servo così com’è, augurandovi una giovinezza e un senso dell’amicizia al modo di questo prete.

Cara Romana, un’osservazione, che però sembra solo una banalità, la faccio ogni volta che apro un Registro dei Battesimi: viene precisato giorno, mese e anno della nascita e… si lascia in bianco la casella del giorno della morte. Come dire che l’evento più tragico e più certo della vita, almeno in quel giorno, non interessa a nessuno. È la sorte che tocca al Mistero-Rivelato. Dio fatto uomo, cioè la totalità del significato della vita reso accessibile addirittura nella materialità di un piccolo gesto liturgico, può restare per tutta la vita insabbiato e inerte come una voce soffocata in una bocca piena di terra. 

Di cosa parliamo? Ora ci interessa il piccolissimo ma intrigante Mistero della Chiesa.

Carissima Romana, devo fare una promessa: il mio livello di preparazione teologica è praticamente fermo al Catechismo di san Pio X da me tanto amato perché fonte di successi in gare catechistiche vinte con medaglie d’oro (cartoncini gialli) dal 1938 al 1943 e però in tutto confermato dal più recente Catechismo della Chiesa cattolica. Intendo dirti che parlo protetto solo, come ogni fedele, dalla immensa Benedizione di Gesù che si congratula col Padre per la decisione di farsi capire dai piccoli (Mt 11,25-27). 

Noi piccoli abbiamo un cervellino con due cassetti: uno per le cose del cielo e uno per le cose della terra. Quando nella quotidianità si devono un po’ mescolare, nasce il problema della “viabilità”. Teoricamente è semplice perché la strada è a senso unico (tutte le strade portano a Roma!!!), anzi la strada è UNA e più propriamente ancora è un “cammino”: il “Cammino della Santità”. È ben segnalato, pieno di sussidi, ricco di interventi di recupero, assistenza di ogni genere; praticamente per fallire il successo bisogna rifiutarlo. Ai partecipanti infatti è rilasciata una copertura assicurativa dall’organizzazione che chiede all’Eterno di concedere a chi si professa cristiano (ai partecipanti!): di RESPINGERE ciò che è contrario e di SEGUIRE ciò che è conforme (in pratica di distinguere il bene dal male!). 

Veniamo dunque al “Caso Chiesa”. 

Tre cose del Cielo: 

1°) La Chiesa è la “modalità” attuale del desiderio di Comunione con la Sua creatura (Gen 1,26) che il Creatore sta attuando fino alla fine della Storia, portando a termine l’esperimento fatto con la Sua invenzione del Popolo di Israele da Abramo a Cristo.

2°) Bergoglio è papa Francesco perché così ha voluto l’Eterno e noi lo sappiamo per espressa dichiarazione del Figlio Gesù Cristo (Mt 16,18). In quanto papa è garantito nell’efficacia del suo ministero a prescindere dalla sua personale complessità psico-fisica.

3°) Per tutti i singoli uomini, papa compreso, da sempre e per sempre, la vita è un periodo di “prova” a scadenza e modalità imprevedibili, ma con un programma rigorosamente monotematico: riconoscere e accettare in tutto quello che accade, la Volontà del Padre, cosa praticamente autocertificabile, con la conseguenza che l’esito del previsto esame finale, inevitabile, inappellabile eccetera, è anche… prevedibile (la disperazione nella Salvezza è un peccato contro lo Spirito Santo!!!).

Da questi tre punti io ricavo le uniche due certezze che mi interessano: la prima è che “il problema Chiesa” è un SUO problema; la seconda è che a nessun fedele mancherà mai il necessario di conoscenza per arrivare alla Salvezza Eterna. 

Di queste due certezze ho anche l’evidenza: in ogni età sono vissute migliaia di santi e, nel mio piccolo, ho visto figli e figlie di genitori abominevoli diventare uomini e donne perfetti…

Dal cassetto delle cose della terra, cavo l’unica veramente interessante per bellezza e fragilità: il LIBERO ARBITRIO. La sua bellezza consiste nel farci diventare corresponsabili nella conduzione divina nelle situazioni della vita; la fragilità è nell’abissale differenza dei due “soggetti” che rende ineliminabili, l’attrito, l’incomprensione, il lamento eccetera. L’elenco delle possibili insofferenze è talmente lungo da rendere oziosa la questione.

Suggerisco a Romana e amici qualche istruzione per l’uso…

È indispensabile “attrezzarsi culturalmente” con la meditazione del capolavoro di monsignor Luigi Negri (“Il cammino della Chiesa”, almeno nella sua prefazione) per disfarsi del pericolosissimo vizio del “chiacchericcio e pettegolezzo” denunciati proprio da papa Francesco.

Diventerà addirittura facile “abituarsi” ai tratti della sua umanità: in particolare al suo “bisogno” di essere umile. Dobbiamo semplicemente provare a dargli credito di sincerità. Quando dice fratelli e sorelle “buon giorno” e “buon pranzo” non sta prendendo le distanze dai predecessori che usavano dire “sia lodato Gesù Cristo”; quando implora che non ci si dimentichi di pregare per lui non sta assumendo un atteggiamento populistico: sta chiedendo aiuto! Darglielo è almeno doveroso e perfino cominciando a confidargli le nostre perplessità, anche scrivendogli. Fa di tutto per essere considerato l’inquilino della porta accanto, prendiamolo in parola tenendo presente che anche lui sa benissimo di dover rispondere a Dio della “conduzione” di una intera umanità…

Ps. ​Io ho vissuto sotto Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco. Mi sono sempre trovato bene (dal loro punto di vista, ne sono sicuro, non ho mai oltrepassato il 6- in profitto, però non ha mai pensato e parlato male di loro, anzi; quindi in condotta penso di essere arrivato al 9+ o 10-). Mi basta.

Foto Ansa

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