Studenti disabili, fondi dal governo alle paritarie. Toccafondi: «Ebbene sì, fanno il bene pubblico»

Di Elisabetta Longo
05 Maggio 2016
Intervista al sottosegretario all'Istruzione sull'emendamento proposto dal ministro Stefania Giannini. Che ha fatto infuriare i grillini ostili alle «scuole private»

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«Basta nominare le scuole paritarie in Parlamento per scatenare immediatamente un polverone», racconta a tempi.it il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, all’indomani della proposta da parte del governo di una misura per stanziare fondi a favore degli istituti paritari che hanno alunni disabili. Si tratta di un emendamento al decreto legge sulla funzionalità del sistema scolastico, firmato dal ministro Stefania Giannini e presentato martedì 3 maggio, che assegna 12 milioni di euro (dal 2017) per gli alunni delle scuole paritarie che necessitano di sostegno. Dopo la discussione in commissione Istruzione del Senato, sarà votato in aula la prossima settimana.

Sottosegretario Toccafondi, i Cinquestelle hanno commentato l’iniziativa in maniera pesante. Dicono che «si foraggiano ancora una volta le scuole private, che tra Legge 107 (Buona scuola) e legge di stabilità hanno ricevuto più di 500 milioni di euro».
Ebbene sì, siamo riusciti a tornare ai 500 milioni di euro auspicati dalla Legge Berlinguer, dopo anni in cui i fondi per le scuole paritarie erano di molto inferiori. Mi scusi se voglio sottolineare l’aggettivo “paritarie”, ma mi sta davvero a cuore far capire che si occupano dell’istruzione dei ragazzi tanto quanto le scuole statali.

Sono ancora molti a pensare che le paritarie siano solo scuole “private”, come le chiamano appunto i grillini.
Fino a qualche anno fa il 70-80 per cento delle persone pensava che le paritarie fossero istituti messi in piedi per lucro, diplomifici a pagamento. Oggi, grazie anche alle tante discussioni in Parlamento, lo pensa circa il 50 per cento delle persone. Sono già contento di questo miglioramento, vuol dire che se continueremo a impegnarci un giorno tutti gli italiani o quasi sapranno che la scuola paritaria è una scuola pubblica.

Il termine “diplomificio” aleggia sempre nell’aria.
Noi combattiamo contro i diplomifici, ogni giorno, verificando con gli ispettori la correttezza di chi beneficia dei fondi pubblici. Le scuole paritarie per definirsi tali devono sottostare alle regole, rispettare i programmi, sottoporsi ai controlli. Non abbiamo mai regalato niente, è nell’interesse pubblico che le paritarie si occupino bene dell’educazione dei nostri ragazzi.

Torniamo all’emendamento della discordia, i 12 milioni di euro che volete stanziare per le scuole paritarie che hanno alunni disabili.
Sono circa 12 mila gli studenti con disabilità presenti nelle scuole paritarie, un numero che è cresciuto più delle iscrizioni totali. Vogliamo dare un contributo minimo, di mille euro a studente, per contribuire a pagare gli insegnanti di sostegno necessari a seguirli oppure all’abbattimento di eventuali barriere architettoniche. Finora solo le scuole primarie beneficiavano di fondi, perché così era stato stabilito settant’anni fa. Miriamo a sostenere anche quelle dell’infanzia e le secondarie, perché fanno il bene pubblico, occupandosi degli studenti con disabilità.

E sempre i Cinquestelle ribattono che «il governo dimentica totalmente l’emergenza nelle scuole pubbliche, dove mancano gli insegnanti di sostegno e spesso gli studenti disabili vengono parcheggiati nelle aule abbandonati a loro stessi».
Con la Buona scuola abbiamo assunto a tempo indeterminato 6.101 mila insegnanti di sostegno. Con il concorso dei docenti che si sta svolgendo in questi giorni ne assumeremo tanti altri. Per l’anno scolastico 2016-17 avremo un totale di 96 mila insegnanti di sostegno in tutta Italia, perciò dire che la categoria è assente mi sembra anacronistico. Proprio di recente il Miur è stato premiato dall’Austria per l’impegno dimostrato in questo campo. Buffo che i meriti ci vengano riconosciuti all’estero e non in Italia.

Foto scuola da Shutterstock

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2 commenti

  1. recarlos79

    fate tanto gli splendidi. resta il fatto che a queste cristianissime scuole puoi andare solo se paghi.

    1. Giuseppe

      Recarlos79, spiegarti che hai scritto una cazzata solenne non è difficile.
      E’ inutile.

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