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Dicono che il loro è l’unico modo per sconfiggere l’obesità, ridurre le malattie cardiovascolari, salvare l’ambiente, ma le cose non stanno così: dieta universale, sistemi di etichettatura a semaforo degli alimenti come il Nutriscore, tasse mirate a scoraggiare il consumo di determinati prodotti non hanno finora migliorato la salute dei cittadini, mentre invece fanno chiaramente gli interessi economici della grande distribuzione e delle multinazionali dell’alimentare, gli interessi ideologici di Ong e burocrati europei, gli interessi economici e ideologici dei filantropi turbocapitalisti che finanziano a piene mani progetti come la carne di laboratorio. La strada giusta per salute e ambiente sarebbe quella di educare il consumatore a conoscere i suoi veri bisogni alimentari e ad approfittare delle nuove tecnologie per individualizzare le diete. Si potrebbe riassumere così il contenuto di iFood. Come sottrarsi all’ideologia alimentare?, libro pubblicato da Guerini e Associati a...
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