
SONO QUESTI I ‘CRIMINI’ DEI VESCOVI CINESI?
Giacomo Su Zhimin, Francesco An Shuxin, Han Dingxian, Cosma Shi Enxiang, Filippo Zhao Zhendong, Paolo Huo Junlong. José Manuel Barroso rilegga questi nomi, sono vescovi cattolici cinesi, ripeto vescovi, arrestati e scomparsi tra il 1997 e oggi.
Troppo pochi per dire qualcosa? Vi sono altri vescovi, ripeto vescovi, arrestati e impediti nel loro ministero, tra essi Li Side, Giulio Jia Zhiguo e Zhang Weizhu. Il sito Asianews ricorda che naturalmente anche i sacerdoti cinesi non se la passano meglio.
Zhang Zhenquan, Ma Wuyong, Li Wenfeng, Liu Heng, Dou Shengxia, Chi Huitian, Kang Fuliang, Chen Guozhen, Pang Guangzhao, Yin Ruose, Li Shujun, Lu Xiaozhou e tanti altri sono stati arrestati e spesso condannati. L’unico loro ‘crimine’ è non accettare di essere iscritti all’Associazione patriottica, l’organismo voluto dal governo di Pechino per il controllo della Chiesa. Eppure la libertà religiosa sarebbe in teoria garantita dalla costituzione cinese.
E noi? Michael Moore e soci dovrebbero porsi il problema del perché George W. Bush e Condoleeza Rice non solo difendano la democrazia di Taipei, ma – così sensibili teoricamente alle lobbies – impediscano alle aziende yankee di vendere armi alla Cina del miracolo economico.
La cristianissima Europa dovrebbe soprattutto chiarirsi come possa conciliare la speranza e l’obiettivo di allargare la democrazia nel mondo senza interventi militari e al contempo proporre la fine dell’embargo sul commercio di armi verso la dittatura comunista cinese.
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