Sonny Terry e l’armonica che unì gli ultimi tra i bluesman

Di Daniele Ciacci
24 Ottobre 2012
Oggi ricorre il 91esimo anniversario dalla nascita di Sonny Terry, estroso armonicista capace di attirare a sé i reietti d'America e farli suonare un delizioso blues.

Il blues americano nasce nei modi più strampalati. Il sostrato è sempre quello: un afroamericano che si macera nella sua condizione di outsider e la butta sul ridere, ci scherza e si diverte, senza però perdere di vista i drammi che la vita riserva. Di lì nasce un racconto che si sviluppa secondo stili nuovi, eterodossi, magnifici. È il riassunto della trama esistenziale di uno dei più grandi e tremendi bluesman del secolo scorso, Saunders Terrel, passato alle cronache musicali con il nome Sonny Terry, vero promotore del Piedmont blues e armonicista estremo. Per stile e per vita.

UN ARMONICA PER SONNY. Saunders nasce a Greensboro oggi, novantadue anni fa, nella Carolina del Nord, a metà strada tra Miami e New York. Il padre è un agricoltore che arrotonda lo stipendio suonando l’armonica a bocca nei localini della zona. Nulla di significativo. Sonny Terry, che già non ci vede da un occhio, spesso ruba lo strumento al padre per improvvisare qualche assolo e impara in fretta l’arte. A diciotto anni, però, fa a botte con un bulletto del quartiere. Distaccamento della retina: anche l’altro occhio è andato. Cieco, e con il padre sul letto di morte, gli rimane una sola cosa. Prende l’armonica e va a Shelby.

MUSICA CON L’ASSE DEL LAVATOIO. Qui vive da barbone, esibendosi in strada per pagarsi quel tanto che gli basta per mangiare. Instaura un terzetto con un altro grande piedmont-bluesman: Blind Boy Fuller che, come dice il nome, era cieco lui stesso. Leggende narrano che una sua ex-ragazza, in preda all’ira, gli avesse versato in faccia un prodotto chimico altamente nocivo, e tanti saluti. Completava il trio George Washington, un omonimo del presidente, che improvvisava ritmi folk su un asse da lavatoio – strumento abbastanza in voga nelle realtà blues più povere.

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BROWNIE MCGHEE. Nel 1941 Fuller muore. Inizia così il sodalizio di una delle coppie più longeve del blues. La nuova “spalla” di Sonny Terry si chiama Brownie McGhee, un chitarrista zoppo bonario ma di pochissime parole. Formano un duo strano: Sonny è esagerato ed esuberante, McGhee sta sempre sulle sue ed è un inguaribile nostalgico. Il loro stile arriva presto alle orecchie delle grandi case discografiche. Sonny predilige un’armonica percussiva, con pattern cadenzati e un perfetto controllo del diaframma. E la loro storia è piena di canzoni che hanno fatto la storia del genere. Come Fox Chase, impiegata anche dal regista Werner Herzog in coda a Un cattivo tenente del 2009, con Nicolas Cage ed Eva Mendes.

@danieleciacci

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