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Su Startmag Maurizio Sacconi scrive: «Il primo maggio 2024 si caratterizza, in Italia più che altrove, per una grande contraddizione. Le imprese tutte, grandi e piccole, realizzano con crescente fatica il reclutamento delle professionalità necessarie ai loro progetti di crescita. Tanto per i lavori hi-tech quanto per quelli servili. La crisi dell’offerta deriva dal declino demografico, dalle criticità del sistema educativo, dalla diffusa perdita del senso del lavoro. Eppure, nonostante l’incremento degli occupati, continuiamo ad essere il fanalino di coda dei tassi di occupazione nei Paesi membri dell’Unione, mentre rimane elevato il numero degli inattivi. Certo, si tratta di valori medi in una dimensione nazionale segnata da grandi divari territoriali, ma non per questo l’allarme per il sottoimpiego della nostra ricchezza umana è meno preoccupante. Il problema si concentra nei giovani, nelle donne, nel Mezzogiorno».
Quando c’era ancora una sinistra che ragionava, i temi proposti da Sa...
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