Maloula è ancora sotto attacco. Appello di papa Francesco per le suore rapite

Di Leone Grotti
04 Dicembre 2013
«Desidero ora invitare tutti a pregare per le monache del Monastero greco-ortodosso di Santa Tecla a Maloula, in Siria, che due giorni fa sono state portate via con la forza da uomini armati»

Maloula è ancora sotto attacco. I ribelli di Al Nusra e dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante sono tornati nella città e hanno rapito le cinque suore che si trovavano ancora dentro al monastero di Santa Tecla. Secondo le ultime testimonianze, sarebbero vive dopo essere state portate nella città ribelle di Yabroud, vicino a Maloula.
Oggi papa Francesco durante l’udienza generale ha fatto questo appello: «Desidero ora invitare tutti a pregare per le monache del Monastero greco-ortodosso di Santa Tecla a Maloula, in Siria, che due giorni fa sono state portate via con la forza da uomini armati. Preghiamo per queste monache, per queste sorelle e per tutte le persone sequestrate a causa del conflitto in corso. Continuiamo a pregare e a operare insieme per la pace».

«VERI MARTIRI». Intanto Gregorio III Laham, patriarca greco-cattolico di Antiochia e di tutto l’Oriente, ha chiesto a papa Francesco di canonizzare tre cattolici siriani uccisi a Maloula dai terroristi islamici «in odium fidei». Durante l’incontro con il Papa il 30 novembre scorso, Gregorio III ha affermato secondo AsiaNews: «Noi vogliamo essere martiri su questa terra, martiri grazie al sangue, come è il caso di alcuni nostri fedeli, tra i quali tre uomini di Maloula: Sarkis el Zakhm, Mikhael Taalab e Antoun Taalab. Santo Padre, sono veri martiri, ai quali è stato ordinato di abiurare, ma che hanno fieramente rifiutato. Altri tre, invece, hanno ceduto e sono stati costretti a dichiararsi islamici, ma dopo sono tornati alla fede dei loro antenati».

«VOLETE UCCIDERMI PERCHE’ CRISTIANO?». Maloula, antico villaggio cristiano dove si parla ancora un dialetto aramaico simile a quello usato da Gesù e i primi cristiani, è stata attaccata per la prima volta dai ribelli legati ad Al Qaeda lo scorso 4 settembre. I terroristi di Al Nusra hanno minacciato molti cristiani imponendo la conversione all’islam.
Sarkis el Zakhm ha risposto così alle minacce: «Sono cristiano e se volete uccidermi per questo, fatelo». È stato subito freddato, insieme a Mikhael Taalab e Antoun Taalab.

@LeoneGrotti

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1 commento

  1. Luca

    Queste son le conseguenze di aver lasciato campo aperto al genocidio in Libia.
    Bisogna contrastare dal principio le azioni contro l’umanità.
    Se non ci fossero Putin e Papa Francesco, anche la Siria oggi sarebbe a ferro e fuoco.

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