Sicario, grande romanzo criminale

Di Simone Fortunato
14 Ottobre 2015
Personaggi eroi sospesi tra Male e Bene, una regia eccellente, un cast che si completa a vicenda

sicario

Agenti della Cia in lotta contro i narcotrafficanti.

Grande romanzo criminale diretto da Villeneuve, uno dei talenti più puri degli ultimi anni. È il regista di Prisoners e Enemy (mai uscito in Italia: cercatelo sulla cosa più bella dopo il cinema, Netflix). È – speriamo – l’erede di Michael Mann. Sa girare come pochi e riesce a fare dei propri personaggi eroi sospesi tra Male e Bene.

Di Sicario rimangono impresse tre cose: la sequenza splendida, di grande impatto, posta ad inizio narrazione quando Brolin e compagni devono scortare un boss messicano in un carcere di massima sicurezza. Una paura fottuta e una sapiente gestione della suspense.

Il cast, che come anche in Prisoners, non solo è azzeccato ma si completa a vicenda: Brolin, la Blunt e Benicio Del Toro. E infine una capacità notevole di Villeneuve di passare attraverso vari registri stilistici: dall’azione pura al noir esistenziale, toccando le corde del melodramma e del poliziesco d’inchiesta.

Sicario, di Denis Villeneuve

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