Senza infermieri non c’è futuro

Di Benedetta Frigerio
08 Febbraio 2011
La Consociazione nazionale delle associazioni di infermieri (Cnai) ha messo on line un appello che «chiede a tutti gli infermieri, cittadini, associazioni di volontariato, ong e onlus coinvolte nei servizi alla persona, di sottoscrivere il comunicato» disponibile sul sito www.cnai.info

L’assistenza sanitaria infermieristica italiana è in pericolo. Per questo la Consociazione nazionale delle associazioni di infermieri (Cnai) ha messo on line un appello che «chiede a tutti gli infermieri, cittadini, associazioni di volontariato, ong e onlus coinvolte nei servizi alla persona, di sottoscrivere il comunicato» disponibile sul sito www.cnai.info.

Nell’appello si sottolinea come l’aumento crescente della percentuale di popolazione anziana, l’incapacità della famiglia di assistere adeguatamente i propri familiari, insieme a una carenza di personale di infermieri, renda il quadro sanitario nazionale sempre più preoccupante. Perciò, la Cnai chiede una maggiore attenzione politica istituzionale alla formazione, al sostegno e al coinvolgimento decisionale degli infermieri, che oggi stanno diventando una figura forse più necessaria e importante che in passato, ma troppo spesso ancora sottovalutata.

Perciò, la Cnai rivendica anche il «riconoscimento di una leadership infermieristica sia in termini di collocazione all’interno delle organizzazioni, sia in termini di possibilità di prendere decisioni inerenti l’organizzazione dei servizi sanitari». Non solo, a mancare è anche un piano d’assistenza domiciliare: «I servizi presenti e funzionanti – recita l’appello – risultano molto disomogenei sul territorio nazionale… Urge fissare dei parametri nazionali da indicare alle Regioni».

Una giusta politica in questo campo riguarda tutti e sarebbe d’aiuto anche alle tasche dello Stato visto che «senza appropriati servizi territoriali, senza infermieri di distretto o di famiglia che collaborino con medici di medicina generale e farmacisti, la spesa ospedaliera continuerà a salire», a discapito della salute degli anziani che riempiranno gli ospedali, occupando posti letto che andrebbero ai pazienti in fase acuta, per poi essere dimessi al più presto, per via dei costi, senza una assistenza adeguata.

Infine, si denuncia la disomogeneità nella formazione e perciò si domanda di «aderire alla proposta e di indossare l’etichetta e/o esporre il manifesto “Senza infermieri non c’è futuro”», scaricabile dal sito Cnai nelle date segnalate dall’appello.

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