Sechi (Tempo): «Un governo senza politici è tecnicamente uno zombie»

Di Chiara Sirianni
15 Novembre 2011
Il direttore del Tempo Mario Sechi frena la voglia di tecnici che sembra mettere tutti d'accordo: «Un governo privo di un ponte con i gruppi parlamentari, tecnicamente è uno zombie. Se è composto solo da tecnici avrà vita breve. Come farà ad approvare quelle riforme, che compongono una ricetta che è esattamente l’opposto di quella predicata dal Pd?»

Il premier incaricato Mario Monti ha cominciato le consultazioni con le forze politiche per verificare la possibilità di formare un nuovo governo. In queste ore di indiscrezioni, e di trattative intense sulla composizione del gabinetto, la parola d’ordine è una sola: “Saranno tutti tecnici”. 
È proprio questa impostazione, secondo il direttore del Tempo Mario Sechi, a rappresentare un punto debole: «I mercati sanno benissimo che un governo di soli tecnici non può avere vita lunga. La vita parlamentare è fatta di gruppi, intergruppi, commissioni: un tessuto fittissimo di rapporti. Un governo privo di un ponte con i gruppi parlamentari, tecnicamente è uno zombie», spiega a Tempi.it.

Ufficialmente non si conosce ancora il contenuto del programma di Monti, ma al di là del copione obbligato (la lettera della Bce) qualche indiscrezione circola: abolizione delle pensioni di anzianità, reintroduzione dell’Ici, riforma del mercato del lavoro, soppressione delle province e patrimoniale. 

Misure decisamente impopolari: come potranno essere approvate da una nuova maggioranza di unità nazionale? «Va fatto, da questo non si scappa. E andrà applicata una ricetta che è esattamente l’opposto di quella predicata dal Pd, che in un certo senso è il secondo sconfitto. La credibilità perduta riguarda il sistema, nel suo complesso, non tanto Berlusconi. Bene ha fatto Giorgio Napolitano, che ha forzato tutte le regole per il bene del Paese».

Governare in queste condizioni non sembra cosa semplice. Certo, si può sempre andare avanti a colpi di decreto. «Ma quando il decreto verrà convertito in legge, che faranno? Capisco il governo di emergenza, ma non si può concepire un insieme di tecnici isolati dalla politica. Dobbiamo sostenere questo governo, e augurarci che duri: spero che i partiti siano in buona fede, e non che stiano già pensando alle elezioni: sarebbe irresponsabile a dir poco». Lo spread non si è ancora abbassato, ed è fondamentale ragionare sul medio-lungo termine: «Solo gli ingenui possono pensare che tre mesi siano sufficienti a raddrizzare errori durati trent’anni. Occorre che le forze politiche responsabili diano a Monti una rosa di candidati ministri tra cui scegliere in base alla competenza». 



Insomma, in questa fase i partiti non devono fare affatto un passo indietro. Piuttosto, due in avanti: «Devono sostenere Mario Monti e dimenticarsi delle elezioni, che non sono la soluzione del problema. In nome di un bene superiore, che si chiama risparmio degli italiani».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.