
Sea: una quotazione iniziata male e che sta andando anche peggio
Il percorso per la quotazione di Sea – la società di gestione degli aeroporti milanesi – si fa sempre più complicato. Secondo indiscrezioni raccolte da tempi.it, le domande per l’acquisto delle azioni da collocare in borsa da parte dei soggetti istutuzionali sono poche e soprattutto si posizionano nella parte bassa della forchetta di prezzo che oscillava tra gli 800 e i 1.100 milioni di euro.
IL PRECEDENTE. Esattamente un anno fa, il Comune di Milano ha venduto il 30 per cento della società ad un valore di riferimento di 1,3 miliardi di euro. Se il trend dovesse confermarsi anche nella giornata di domani, si riscontrerebbe una perdita di valore di circa 500 milioni. La giornata di domani sarà la importante perché il Consiglio di amministrazione di Sea dovrà pronunciarsi sull’ingresso nel mercato regolamentato in base alle offerte ricevute. La Provincia di Milano nella situazione attuale è l’ente più colpito, perché attraverso la quotazione della propria quota di Sea (14 per cento) avrebbe monetizzato un capitale sufficiente per far fronte al patto di stabilità.
IL CDA E L’ESPOSTO. Il clima in Sea non è dei migliori: settimana scorsa il socio F2i ha richiesto un’integrazione al documento informativo della società che metteva degli ulteriori elementi negativi sul futuro prezzo di collocamento.
La ciliegina sulla torta riguarda l’apertura del fascicolo da parte della Corte dei Conti su un esposto del Pdl milanese: altro elemento che rende ancor più complicato il difficile cammino verso il mercato primario. A seguito dell’asta deserta di ieri sulla vendita di Serravalle, a Palazzo Marino dovranno fare qualche mossa per evitare un ulteriore sconfitta.
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