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Scambiare due chiacchiere con Paolo Cirino Pomicino, specie di questi tempi, scatena due emozioni, non per forza in alternativa: il rimpianto di un universo culturale strappato con brutalità alla vita politica e l’idea, intrisa di speranza, che non tutto sia perduto finché c’è qualcuno in giro che sa di cosa si parli. Anche se si tratta di discutere di Luigi Di Maio, il nostro ministro degli Esteri.
Il cuore della conversazione con l’ex grande democristiano è rappresentato, giocoforza, dagli avvenimenti di queste ore, i quali, a giudicare dall’attenzione prestatavi dal giornalista collettivo cosiddetto, sembrano spazzar via dal podio della storia le scissioni di Livorno o di Palazzo Barberini. Effetti – anche questi – a valle della globalizzazione.
Onorevole, che idea s’è fatta di questa vicenda Conte-Di Maio?
L’implosione del M5s rappresenta una novità positiva nel panorama politico italiano.
Positiva? ho capito bene?
Sì, benissimo e provo anche a spiegarmi. Dopo i guasti enormi prod...
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