
Sardegna, stato di emergenza per l’alluvione. Nel nuorese «una diga ha ceduto» e rischia di crollare
L’alluvione che ha colpito la Sardegna ha fatto sinora 18 morti, scaricando in 24 ore una quantità di acqua pari a quella che nell’isola normalmente cade in sei mesi. La Gallura è la zona più colpita, ma il ciclone Cleopatra, come è stato chiamato dai metereologi, non ha risparmiato nemmeno il nuorese, a sud di Olbia: «Oggi ho provato a spostarmi da Nuoro, ma è praticamente impossibile: la rete viaria è completamente inagibile», racconta a tempi.it don Francesco Mariani, direttore di Radio Barbagia.
Com’è la situazione?
Stamattina ha smesso di piovere, ma l’acqua tornerà entro sera. Il bilancio, nella Barbagia, è per ora di due morti e di un disperso del quale sono stati trovati soltanto la camicia e uno stivale. Ci sono strade interrotte ovunque, e molti paesi isolati, con abitazioni sommerse dall’acqua e gente che si rifugia sui tetti.
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I soccorsi funzionano?
Per raggiungere gli ospedali si usano gli elicotteri, fra molte difficoltà. La Protezione Civile sta facendo il possibile, ma la situazione è grave.
Dove l’alluvione sta facendo i maggiori danni?
A Nuoro non si sono verificati problemi, ma nel nuorese molte zone sono a rischio: i paesi che si trovano in condizioni peggiori sono nella Baronia. A Galtellì sono state sommerse anche le aziende agricole. A Bitti il fango ha invaso le strade, mentre a Torpè, la diga sul fiume Posada ha parzialmente ceduto, facendo tracimare fango e detriti, e rischia di cedere ancora.
Rischia di crollare?
La quantità di pioggia è stata notevole e l’acqua è tracimata dalla diga. Nonostante i sindaci avessero dato l’allarme, le imprese impiegate nei lavori di sopra-elevazione della diga si sono fermate e hanno lasciato le cose a metà, per un contenzioso, un problema di soldi.
La diga è stata messa in sicurezza?
Per ora stanno facendo evacuare gli abitanti della zona.
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1 commento
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Ma la diga è “ecologica”; non è una perfida centrale nucleare.
Quindi nessuno ne parla.