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Ricordati di santificare gli orsi. Non è un comandamento che ci coglie di sorpresa, semplicemente ora ne abbiamo una dichiarazione su parete grazie allo street artist Ozmo. Il suo murale comparso in un sottopassaggio di Trento celebra l’orsa Kj1, uccisa dopo l’aggressione a un turista, e la fa letteralmente santa. Attorno all’animale coronato da un’aureola, c’è un bosco da favola con uccellini e scoiattoli e in basso è scolpita l’epigrafe: siamo bestie.
Ci sono opere artistiche scandalose perché sono espressione bruciante, ferita, autentica dell’umano. Non è il caso di santa Kj1, inchino perfettamente allineato al catechismo ecologico imperante. «La mia orsa imponente e triste che guarda dritto l’osservatore con il suo semplice messaggio», osserva Ozmo, «offre una riflessione sulla complessità e l’ambiguità della relazione tra uomo e natura». In effetti è ambiguo sostenere che gli uomini sono bestie come gli orsi, gli scoiattoli e i gattini. Però è una litania mediatica che ascoltiamo...
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