Sanità modello Vendola. L’ospedale di Padre Pio in rosso per ripianare i debiti di quelli pubblici

Di Redazione
25 Febbraio 2013
La Regione Puglia deve 138 milioni di euro alla Casa sollievo della Sofferenza. Un ritardo che è «sistematico»

La sanità pugliese ripiana i debiti anche grazie agli ospedali religiosi, lo scrive Paolo Viana sull’Avvenire di ieri. La regione amministrata da Nichi Vendola, che fu costretta dal governo a un piano di rientro per ripianare il grave deficit della sanità, invece di diminuire gli sprechi con tagli selettivi e applicando i costi standard, come avviene nelle regioni con bilanci nettamente più positivi di quello pugliese, la giunta di centrosinistra si limita a ripianare i debiti degli ospedali statali alzando le tasse e ritardando i pagamenti alle strutture no profit, facendo pesare le sue inefficienze sui patrimoni privati destinati a sostenere centri d’eccellenza sanitaria del sud come la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

IL DEBITO PUGLIESE. Alla Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale di Padre Pio, attualmente in rosso di decine di milioni di euro, la Regione Puglia deve ancora 138 milioni di euro. Come premio per aver incassato «28 milioni all’anno dalle altre Regioni, a titolo di rimborso per le prestazioni erogate in regime di mobilità sanitaria» dall’ospedale di Padre Pio, scrive Viana, la regione ritarda i pagamenti dovuti, eliminando gli interessi pari a 7 milioni di euro («solo così, infatti, è riuscita a incassare i crediti maturati fino al 2006»), e tagliando, nonostante il forte indebitamento, le tariffe (30 milioni), che poi vanno a pesare su tutti i cittadini e su quelle strutture i cui debiti non saranno ripianati dalla Regione.

ASIMMETRIE NELLA SANITÀ.  I «patrimoni privati» in Puglia «finanziano il servizio sanitario pubblico», scrive Paolo Viana. Un esempio? Oltre 80.000 dialisi sono state effettuate dalla Casa Sollievo e da altri tre centri del Gargano. Doveva essere una soluzione provvisoria: «Avrebbero dovuto essere presi in carico dalle strutture pubbliche, ma in sette anni non è avvenuto». In compenso di questo servizio pubblico effettuato da un istituto no profit al posto dello Stato, «la tariffa è rimasta congelata al valore del 2006». E questo è un problema per il privato. Perché da una parte non riceve i soldi dalla Regione, dall’altra è costretta a utilizzare il suo patrimonio privato per non fermare il servizio. Nel frattempo la Regione «tarda sistematicamente a erogare» i rimborsi delle prestazioni che, fra l’altro,«debbono sottostare a tetti di produzione e tariffe quasi sempre imposti e non negoziati».

DEFICIT OSPEDALI PUBBLICI. Nonostante «gli ospedali pubblici pugliesi hanno visto ripianare i rispettivi disavanzi con 259 milioni di euro», non hanno ancora applicato i costi standard, come invece avviene nei «19 ospedali del Network Italiano per la Sanità, del quale Casa Sollievo è socio fondatore». «Negli stessi anni in cui il nosocomio religioso veniva messo a stecchetto, il Policlinico di Bari riceveva dalla Giunta regionale, sotto forma di maggiori finanziamenti e ripiano del disavanzo triennale, 151,5 milioni di euro, gli Ospedali Riuniti di Foggia 69,8 e l’Irccs Oncologico di Bari 22,2 milioni». «Al contrario, l’asimmetria sanitaria ha costretto Casa Sollievo a rinunciare a 7 milioni di interessi: .

L’OSPEDALE DI PADRE PIO. L’ospedale  di Padre Pio è considerato come «una delle istituzioni più prestigiose ed efficienti del Centro-sud, un istituto di ricerca (Irccs) di livello internazionale per le malattie genetiche, le terapie innovative e la medicina rigenerativa, impegnata nei trapianti di cellule staminali non embrionali sui malati di Sla (il direttore scientifico è Angelo Vescovi) e nella costruzione del nuovo centro di ricerca, che sarà finanziato con fondi europei per 14 milioni di euro».

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