Contenuto riservato agli abbonati
In Italia e in molti altri paesi europei non accennano a diminuire i prezzi dei carburanti. Secondo le ultime stime fornite dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la media dei prezzi tra il 18 e il 25 settembre si è attestata intorno ai 2 euro (2.001,89 centesimi al litro) per la benzina, 1,938 euro per il gasolio per autotrazione e 0,715 euro per il Gpl. Una situazione che aggiunge pressione sulla spesa per famiglie e imprese già costrette a fare i conti con un clima caratterizzato da alta inflazione (+5,4% su basse annua nell’ultimo rapporto Istat relativo al mese di agosto) e da alti tassi di interesse. Quali sono le ragioni tecniche e geopolitiche alla base dei rincari? Tempi ne ha parlato con l’ingegner Gianni Murano, presidente di Unione energie per la mobilità (unem), associazione di categoria che riunisce e rappresenta le principali aziende che operano in Italia nell’ambito della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi.
Il ...
Contenuto a pagamento
Per continuare a leggere accedi o abbonati
Abbonamento full
€60 / anno
oppure
Abbonamento digitale
€40 / anno