Un altro sacerdote ucciso, continua la persecuzione dei cristiani in Pakistan

Di Leone Grotti
01 Febbraio 2022
Due uomini su una moto hanno aperto il fuoco contro tre religiosi domenica. Tra attentati, discriminazioni e il fenomeno delle spose bambine il paese resta uno dei più pericolosi al mondo per i non musulmani
Un sacerdote è stato ucciso domenica in Pakistan
Il corpo senza vita del sacerdote ucciso in Pakistan domenica tra le braccia di alcuni fedeli cristiani (foto Ansa)

Un sacerdote è stato ucciso a Peshawar, in Pakistan, e un altro è rimasto ferito dopo che due uomini hanno aperto il fuoco contro la loro auto domenica. Un terzo sacerdote, che viaggiava nella stessa vettura, è rimasto illeso. Gli assalitori non sono ancora stati identificati dalla polizia.

La condanna del vescovo e degli ulema

I tre religiosi della Chiesa del Pakistan, denominazione protestante nel paese a stragrande maggioranza islamico, avevano appena lasciato una chiesa della città dopo la funzione domenicale. Mentre tornavano a casa, due uomini su una moto hanno affiancato l’auto e aperto il fuoco.

Il pastore William Siraj, 75 anni, è rimasto ucciso sul colpo. Il reverendo Patrick Naeem è rimasto ferito a una mano e portato in ospedale, ma le sue condizioni sono stabili. Il terzo sacerdote, invece, è risultato illeso. «Condanniamo con forza la sparatoria che ha coinvolto i sacerdoti della diocesi di Peshawar e l’uccisione del pastore Siraj», ha dichiarato dopo l’attentato il vescovo Azad Marshall. «Chiediamo al governo del Pakistan giustizia e protezione dei cristiani». Anche il presidente del Consiglio degli ulema, Hafiz Muhammad Tahir Mahmood Ashrafi, ha condannato l’attacco.

Attentati, discriminazioni e l’orrore delle spose bambine

Ieri si è tenuta una funzione in memoria del sacerdote ucciso presso la chiesa di Tutti i santi. La chiesa anglicana è la stessa dove nel settembre 2013 due terroristi islamici di Tehrik-i-Taliban si sono fatti saltare in aria causando la morte di 87 persone e ferendo almeno 120 fedeli.

Secondo la World Watch List 2022 di Open Doors, il Pakistan è l’ottavo paese al mondo dove la persecuzione dei cristiani è più accesa. Come si legge nel rapporto, «in Pakistan i cristiani sono considerati cittadini di serie B e sono discriminati in ogni ambito della vita quotidiana. La violenza contro i fedeli continua ad avvenire a livelli estremi».

Oltre agli attentati nelle chiese, i cristiani sono discriminati a scuola e sul luogo di lavoro. Inoltre, i musulmani abusano della legge sulla blasfemia per colpire i cristiani, farli incarcerare anche in mancanza di prove e trarre vantaggi materiali. Infine, non sembra conoscere fine il fenomeno delle ragazzine cristiane rapite da uomini islamici, convertite sotto minaccia e costrette a sposarsi.

@LeoneGrotti

Foto Ansa

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