
Un altro sacerdote ucciso, continua la persecuzione dei cristiani in Pakistan

Un sacerdote è stato ucciso a Peshawar, in Pakistan, e un altro è rimasto ferito dopo che due uomini hanno aperto il fuoco contro la loro auto domenica. Un terzo sacerdote, che viaggiava nella stessa vettura, è rimasto illeso. Gli assalitori non sono ancora stati identificati dalla polizia.
La condanna del vescovo e degli ulema
I tre religiosi della Chiesa del Pakistan, denominazione protestante nel paese a stragrande maggioranza islamico, avevano appena lasciato una chiesa della città dopo la funzione domenicale. Mentre tornavano a casa, due uomini su una moto hanno affiancato l’auto e aperto il fuoco.
Il pastore William Siraj, 75 anni, è rimasto ucciso sul colpo. Il reverendo Patrick Naeem è rimasto ferito a una mano e portato in ospedale, ma le sue condizioni sono stabili. Il terzo sacerdote, invece, è risultato illeso. «Condanniamo con forza la sparatoria che ha coinvolto i sacerdoti della diocesi di Peshawar e l’uccisione del pastore Siraj», ha dichiarato dopo l’attentato il vescovo Azad Marshall. «Chiediamo al governo del Pakistan giustizia e protezione dei cristiani». Anche il presidente del Consiglio degli ulema, Hafiz Muhammad Tahir Mahmood Ashrafi, ha condannato l’attacco.
Attentati, discriminazioni e l’orrore delle spose bambine
Ieri si è tenuta una funzione in memoria del sacerdote ucciso presso la chiesa di Tutti i santi. La chiesa anglicana è la stessa dove nel settembre 2013 due terroristi islamici di Tehrik-i-Taliban si sono fatti saltare in aria causando la morte di 87 persone e ferendo almeno 120 fedeli.
Secondo la World Watch List 2022 di Open Doors, il Pakistan è l’ottavo paese al mondo dove la persecuzione dei cristiani è più accesa. Come si legge nel rapporto, «in Pakistan i cristiani sono considerati cittadini di serie B e sono discriminati in ogni ambito della vita quotidiana. La violenza contro i fedeli continua ad avvenire a livelli estremi».
Oltre agli attentati nelle chiese, i cristiani sono discriminati a scuola e sul luogo di lavoro. Inoltre, i musulmani abusano della legge sulla blasfemia per colpire i cristiani, farli incarcerare anche in mancanza di prove e trarre vantaggi materiali. Infine, non sembra conoscere fine il fenomeno delle ragazzine cristiane rapite da uomini islamici, convertite sotto minaccia e costrette a sposarsi.
Foto Ansa
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