
Sabato 12 febbraio è la Giornata Nazionale del Banco Farmaceutico
Sono 3.200 le farmacie, divise tra ottantatré province e 1.200 comuni italiani, che hanno aderito alla proposta del Banco farmaceutico. Sabato 12 febbraio l’iniziativa avrà luogo anche in Portogallo e sarà al suo primo debutto in Sapagna. Si potranno comprare farmaci da banco, che saranno raccolti dai 10 mila volontari perché siano distribuiti fra la popolazione povera che ne farà richiesta.
In Italia le persone che non riescono a mangiare regolarmente sono circa circa 8 milioni, ed è facile supporre che queste stesse persone non riescano ad acquistare i farmaci di cui necessitano. A questi numeri si uniscono quelli degli indigenti che rinunciano a curarsi, circa un quinto della popolazione. In dieci anni la Fondazione banco farmaceutico è riuscita a raccogliere oltre 2 milioni di medicinali, aumentando di anno in anno la merce ricevuta. All’undicesimo anno di vita, la fondazione ripropone questo gesto di carità che, come recita il volantino “cambia la vita” a chi lo riceve ma anche a chi lo compie. Chi decide di aderire, infatti, aiuterà le 420 mila persone assistite quotidianamente dai 1.312 enti convenzionati con la fondazione.
«C’è un calo del desiderio descritto anche dal Censis – hanno commentano alcuni volontari. C’è meno passione di costruire e voglia di fare, figurarsi quella di donare gratuitamente». Come si giustifica allora il dato in controtendenza, per cui questo gesto è incrementato di anno in anno e anche in periodo di crisi? «Solo la carità ricevuta è capace di riaccendere anche il desiderio di condivisione. Lo proponiamo per questo. Perché siamo guardati con gratuità innanzitutto noi. Quindi, oltre ad aiutare i poveri, speriamo di risvegliare il bisogno di donare nelle persone che incontreremo».
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