Il peso di contrari e astenuti nel voto contro la Russia all’assemblea Onu

Di Rodolfo Casadei
04 Marzo 2022
141 paesi hanno approvato la mozione di condanna dell’invasione e la richiesta del ritiro delle truppe russe. Breve analisi di un "isolamento" meno forte di quello che sembra
L'ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite, Gennady Gatilov
L'ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Gennady Gatilov e quello ucraino Yevheniia Filipenko durante l'assemblea urgente di mercoledì (foto Ansa)

All’assemblea generale delle Nazioni Unite convocata con procedura di emergenza per pronunciarsi sull’invasione russa dell’Ucraina le cose non sono andate esattamente come le hanno raccontate la maggior parte dei media e dei governi europei. La narrazione dominante dice che il risultato della votazione della risoluzione di condanna degli atti condotti dalla Russia dimostra che essa è isolata sul piano internazionale, poiché una maggioranza schiacciante di paesi, ben 141, hanno approvato la mozione di condanna dell’invasione e la richiesta del ritiro delle truppe russe, e soltanto 5 (fra i quali si contano ovviamente la Russia e la Bielorussia) hanno votato contro.

Il dato è corretto, ma definire questo risultato come un “isolamento” della Russia non corrisponde alla realtà demografica dei paesi rappresentati alle Nazioni Unite. Se è vero che nell’assemblea generale ogni paese ha a disposizione 1 voto, si tratti di San Marino o della Cina, nella realtà dei rapporti internazionali le dimensioni contano.

Il “peso” di chi non ha votato contro la Russia

I 141 paesi che hanno condannato l’invasione russa e chiesto il ritiro delle truppe rappresentano soltanto il 44,5 per cento della popolazione mondiale; se ai voti contrari di Russia, Bielorussia, Siria, Corea del Nord ed Eritrea aggiungiamo le astensioni e le mancate partecipazioni al voto, otteniamo il risultato che 52 paesi rappresentati all’Onu non hanno votato la condanna dell’invasione e dei bombardamenti russi; questi 52 paesi rappresentano il 55,5 per cento della popolazione mondiale. Fra loro infatti ci sono giganti demografici come Cina, India, Pakistan, Bangladesh e Vietnam, che si sono astenuti, e come Etiopia, Marocco, Turkmenistan e Venezuela che non hanno preso parte al voto.

I 141 paesi che hanno votato la condanna della Russia rappresentano 3 miliardi e 518 milioni di persone, i 39 che hanno votato contro o si sono astenuti ne rappresentano 4 miliardi e 78 milioni; se aggiungiamo i 13 paesi che non hanno votato, ne deriva che i 52 paesi che non hanno condannato la Russia rappresentano 4 miliardi e 382 milioni di abitanti del pianeta sull’attuale totale di 7,9 miliardi. Cina e India si erano già astenute nel voto alla risoluzione di condanna dell’operato russo presentata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, e non partecipano alle sanzioni economiche decise dai paesi occidentali (Ue, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda a cui si sono aggiunte Taiwan e il Giappone).

Europa unita, Africa divisa

Un’analisi ravvicinata del voto all’assemblea dell’Onu, mostra che dei 15 stati sovrani nati dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica 6 hanno votato la condanna della Russia. Si tratta dei tre paesi baltici aderenti all’Unione Europea (Estonia, Lettonia e Lituania), della Moldavia, della Georgia e ovviamente dell’Ucraina. Si sono astenuti in 4 (Armenia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan) mentre 3 non hanno partecipato al voto (Azerbaigian, Turkmenistan e Uzbekistan) e 2 (Russia e Bielorussia) hanno votato contro.

Il continente che si è mostrato più compatto nel voto è stato l’Europa, dove a parte alcuni stati post-sovietici tutti gli altri hanno votato compattamente a favore della mozione di condanna. Il continente più diviso e variegato è risultato l’Africa; dei suoi 54 paesi affiliati alle Nazioni Unite, 28 hanno approvato la risoluzione, 16 si sono astenuti, 9 non hanno partecipato al voto e 1 (l’Eritrea) ha votato contro. Fra gli astenuti ci sono paesi importanti come il Sudafrica e l’Algeria, così come ce ne sono fra i non votanti (Marocco ed Etiopia). Le risoluzioni dell’assemblea generale dell’Onu non sono vincolanti, ma hanno un valore politico e morale, nella misura in cui segnalano la convergenza di maggioranze di paesi su determinati dossier.

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