
Roma. Stop all’aumento delle rette degli asili, hanno vinto i passeggini. «Davide ha battuto Golia»

«Questa è una vittoria di Davide contro Golia». Esulta Gigi De Palo, capogruppo di Cittadini X Roma e promotore della manifestazione che aveva portato in piazza migliaia di passeggini a ottobre. De Palo, assieme a oltre duecento famiglie avevano presentato al Tar un ricorso contro gli aumenti delle tariffe per gli asili nido per l’anno scolastico 2014-2015. E il Tar ha dato ragione alle famiglie, annullando la decisione del comune guidato da Ignazio Marino. Con una delibera, a luglio, la giunta aveva deciso di aumentare le tariffe degli asili nido e aveva annullato l’esenzione per chi aveva più di tre figli. Il tutto con una decisione improvvisa e avvenuta a iscrizioni già chiuse.
Ma per il Tar del Lazio, «deve ritenersi l’illegittimità della delibera con cui, una volta perfezionatosi il procedimento di iscrizione agli asili nido comunali, vengono introdotte modifiche tariffarie più gravose per gli utenti i quali, al momento del perfezionamento dell’iscrizione, hanno fatto affidamento sull’applicazione delle tariffe vigenti all’epoca conosciute e conoscibili». Insomma, stop per quanto riguarda il 2014, ma questo vale fino a giugno 2015.
NON FINISCE QUI. «Le famiglie – ha detto De Palo, di cui sotto vedete un breve video che ha postato su Youtube – hanno dimostrato che, compatte e concrete, possono vincere contro tutti e anche contro le ingiustizie del sindaco, che non ha a cuore le sorti delle famiglie della sua città. Ora dobbiamo restare uniti per abbassare le tariffe. Abbiamo già costituito un tavolo con alcuni genitori e abbiamo elaborato una serie di modifiche alle proposte del Comune che tengano conto del quoziente familiare».
La vicenda, infatti, non finisce qui. Come spiega oggi Avvenire, «vinta la prima battaglia, mamme e papà sono ora costretti a rimboccarsi le maniche per un’altra sfida: i genitori di 160 nidi comunali romani sono riusciti, in dieci giorni, a collegarsi tra loro e arrivare, con i loro esposti e le loro diffide, fino ai tavoli dell’amministrazione capitolina. Bersaglio da colpire è la delibera 236/2014, entrata in vigore lo scorso 7 gennaio. In base a essa, non vengono più inviate supplenti in sostituzione della prima assenza delle educatrici, neanche in caso di soprannumero. Una delibera che non piace a genitori ed educatrici, perché colpisce al cuore quel rapporto adulto/bambino che, specialmente in presenza di bimbi molto piccoli, non dovrebbe superare il rapporto di uno a sette».
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3 commenti
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Non doveva neanche pensarlo.
L’aumento delle tariffe in corso d’opera (anzi ad iscrizione effettuata) era una vera stupidaggine, e le stupidaggini si pagano (purtroppo dall’anno prossimo pagheranno le famiglie).