
Ricordate quando le Marlboro costavano 500 lire? Oggi fanno 5 euro (5,40 con l’accisa prevista da Letta)
Sigarette, ma quanto siete care. Sono lontani i bei tempi in cui Alberto Sordi ne Il marito poteva comandare: «Ah mà, damme 100 lire che me compro dieci Nazionali». Oggi, infatti, con 100 lire, che poi sarebbero 5 centesimi di euro, Sordi al massimo si potrebbe fare un paio di tiri. Già, perché un pacchetto da venti di Marlboro rosse, le “bionde” per antonomasia, è arrivato a costare 5 euro. Che sono diecimila lire per i nostalgici del vecchio conio. Fanno 25 centesimi di euro l’una, pari a 500 delle vecchie lire. E se il celebre attore volesse fare un salto di qualità, passando dalle Nazionali alla “sigaretta del cow boy”, per acquistarne dieci dovrebbe chiedere a sua mamma la bellezza di cinquemila lire, altro che cento.
LA TASSA PIÙ SFRUTTATA. Se negli anni Settanta un pacchetto da venti di Marlboro rosse non costava nemmeno 500 lire, Paolo Rossi, campione del mondo nel 1982 che non ha mai fatto mistero di fumare nemmeno quando giocava, al rientro dal “Mundial” di Spagna lo avrebbe comunque pagato meno di 2.000 lire. Il prezzo è poi lievitato per tutti gli anni Ottanta fino a raggiungere e superare nei primi anni Novanta quota 3.000 lire. Il motivo è semplice e riassumibile in una parola: accise. Tasse sui tabacchi. Ogni governo, infatti, quando si è trovato di fronte alla necessità di dover reperire facilmente risorse per sistemare i conti pubblici, non ha mai sdegnato l’ipotesi di un prelievo sulle bionde. Tanto i governi della Prima Repubblica quanto quelli della Seconda prontamente l’hanno fatto. Alimentando così le ire degli oltre dieci milioni di tabagisti del Belpaese.
CHI HA ALZATO LE ACCISE. L’unico governo degli ultimi vent’anni che non ha alzato le accise sui tabacchi è stato il primo governo guidato da Silvio Berlusconi, che poi in compenso si è rifatto con gli interessi negli anni successivi. Prima di lui, sia l’esecutivo di Giuliano Amato che quello di Carlo Azeglio Ciampi hanno portato in meno di due anni il prezzo del pacchetto di Marlboro rosse da 3.650 a 4.500 lire. Successivamente il governo “tecnico” di Lamberto Dini e quello politico di Romano Prodi intervenendo sulle accise hanno spinto il prezzo delle bionde fino a fargli raggiungere la soglia delle 5.000 lire e a infrangerla. Il Professore ha alzato ulteriormente l’asticella a 5.500 lire.
LA MAZZATA DELL’EURO. Alla fine degli anni Novanta, concluse le brevi esperienze governative di D’Alema e Amato bis, entrambe brevi ma sufficienti a portare il prezzo fino a 5.800 lire, il primo ritorno di Berlusconi alla guida del Paese (2001-2006) ha avuto l’effetto di spingere ulteriormente in su il prezzo dei pacchetti delle Marlboro. Tra aumenti delle accise e conversione dei listini dalla lira all’euro, in cinque anni il Cavaliere ha permesso che un pacchetto di Marlboro passasse da 3 a 3,90 euro. Il Prodi bis, invece, ha aggiunto un ricarico di 30 centesimi di euro (4,20 euro) e l’ultimo esecutivo Berlusconi ha portato il prezzo finale del pacchetto a 4,90 euro. Mario Monti, infine, ha fatto cifra tonda portandolo a 5 euro. Ora sembra che Enrico Letta abbia in serbo, con la legge di stabilità, una stangata da 40 centesimi. Venti Marlboro così arriverebbero a costare 5,40 euro. Mai nessuno, finora, ha fatto tanto in un sol colpo.
OLTRE TRE QUINTI ALLO STATO. Per i dieci milioni di fumatori che piangono, però, c’è qualcuno che ride. È lo Stato. Restiamo all’esempio scelto, le Marlboro. Ebbene, del prezzo totale del pacchetto, poco meno di 3 euro (2,925 euro per essere precisi, ossia il 58,5 per cento) finiscono direttamente nelle casse del fisco, che dal tabacco, tra accise e Iva, incassa 14 miliardi di euro l’anno. Ma per il fumatore, l’obolo da pagare all’erario oltrepassa i tre quinti della spesa. Dei circa 2 euro rimanenti del prezzo del pacchetto, infatti, più di 80 cent sono dovuti per l’Iva (16,7 per cento). Produttori (14,8 per cento) e tabaccai (cui è riconosciuto il 10 per cento di aggio), invece, devono spartirsi il magro resto.
CARI ANCHE TRINCIATI E TOSCANI. Tutte le sigarette hanno visto lievitare i prezzi in questi ultimi vent’anni. Anche quelle più economiche. A titolo esemplificativo basti ricordare le oggi fumatissime Camel blu, o light che dir sì voglia, che nel 1993 costavano poco più di 3 mila lire, hanno raggiunto le 4.800 lire a fine anni Novanta, poi con l’euro nel 2002 sono passate a 2,60 euro, hanno raggiunto i 3,40 euro nel 2006, i 4 euro pieni nel 2008 e oggi costano 4,60 euro. Un aumento di ulteriori 40 centesimi le porterebbe a 5 euro. Identico percorso per le Lucky Strike, che hanno lo stesso prezzo, e anche per le più popolari Ms, il cui pacchetto rosso è passato dalle 2.450 lire del 1992 agli attuali 4,30 euro, e potrebbe lievitare fino a 4,70, annullando così del tutto la loro peculiare economicità. Letteralmente è esploso, inoltre, il prezzo dell’ormai popolarissimo tabacco trinciato per le sigarette fai-da-te, l’ultima frontiera del risparmio per tabagisti; solo sei anni fa una confezione da 40 grammi di Old Holborn, una delle marche più diffuse e apprezzate, costava 4,10 euro, oggi costa 7,20 euro. Non si salvano infine neanche i toscani, i sigari italiani: per cinque Antico Toscano, infatti, si spendono 8,60 euro. Erano 7 euro nei primi anni Duemila, 6 mila lire negli anni Novanta.
Articoli correlati
15 commenti
I commenti sono chiusi.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!
Sono un fumatore ma non difendo il fumo dico semplicemente : perché lo stato non toglie le sigarette dal commercio cosi non si fuma piu? Percheeeeeee? E tutti quei miliardi che intasca dove li prende? Altro che salute!!!!
miliardi che o
Sono un fumatore ma non difendo il fumo dico semplicemente : perché lo stato non toglie le sigarette dal commercio cosi non si fuma piu? Percheeeeeee? E tutti quei miliardi che intasca chi glie li da? Altro che salute!!!!
miliardi che o
Sono un fumatore ma nn difendo il fumo dico semplicemente perché lo stato nn toglie le sigarette dal commercio cosi nn si fuma piu? Percheeeeeee? E tutti quei miliardi che intasca chi glie li da? Altro che salute!!!!
miliardi che o
NON E’ VERO CHE IL TABACCO VIENE SISTEMATICAMENTE TASSATO. Dal 2004 non viene aumentata l’aliquota dell’accisa, ferma al 58.5%, mentre in Francia è al 64%. Questo perché da allora tutte quelle che sono state fatte passare per “stangate” fiscali sono stati aumenti tariffari del cartello dei produttori di sigarette. Si è trattato di una presa in giro del consumatore che oggi permette a queste aziende di fare utili fuori mercato. Infatti quando è salita l’IVA dal 21 al 22%, per via della concorrenza al ribasso della Yesmoke nessuno è salito di prezzo.
Ma si’, tassiamo tutto, niente sigarette, niente alcool, niente carne (che fa male, è risaputo!)..e che dire dei dolci? Fanno venire il diabete! Giu’ tasse! Anche farsi una salutare corsetta o ad andare sugli sci può essere pericoloso, sai quanti infortuni a carico del Servizio Sanitario Nazionale ! A questo punto mettiamoci tutti a letto ad aspettare la morte e non se ne parli piu’.. sempre che non ci mettano le tasse anche sui materassi e sulle gocce per domire, ovviamente.
Invece che tassare benzina e innalzare iva, io sarei molto + propenso a innalzare le tasse su sigarette e alcool, che come detto dai commenti precedenti sono vizzi del tutto evitabili se si vuole…
Anche l’aborto uccide molte persone e costa molti € al servizio sanitario e alle nostre tasche…tassiamo?
L’aborto è un omicidio, così come l’eutanasia, mentre il fumo è un suicidio e ognuno di questi tre è un gravissimo affronto all’umanità (ammetto che i primi due sono più gravi). Premesso che per far smettere la gente serve anche educazione e non solo proibizionismo, ritengo sacrosanto tassare molto il fumo (ripeto: per i danni che provoca 5,40 sono a dir poco regalate, quando in altri Paesi costano il doppio) e non lo ritengo meno grave di assumere droga. Poi non ho mai visto un fumatore per strada raccogliere i propri mozziconi gettati a terra: quando la finiamo di difendere l’indifendibile?
Dico all’autore dell’articolo che fumare è una scelta che danneggia se stessi e il portafoglio degli altri contribuenti che pagano le spese per curare il cancro ai fumatori. 5,40 euro sono davvero troppo troppo pochi, altro che balle… dubito sarei contento se non li vedessi a 20,00 € prima di campare. Non ho ancora afferrato come nel terzo millennio si possa ancora difendere il fumo, arma che a buon diritto entra nel novero delle invenzioni più stupide dell’umanità.
Caro G_F (grande fratello?),
forse lei vuol dimostrare che la stupidità non è concentrata solo tra i fumatori? Le incollo le osservazioni proposte a Libero, magari le vien voglia di approfondire..
La spesa sanitaria nazionale per i danni derivanti dal fumo non raggiunge i 7 miliardi di euro, mentre il gettito annuo derivante da IVA e accise sul tabacco sfiora i 15 miliardi.
I fumatori, oltre a provvedere di tasca propria al 100% per i danni che si procurano fumando, producono un disavanzo positivo di circa 8 milardi per le casse dello stato.
Adesso, oltre a sostenere (a ragione) che il fumo, l’alcool, la vita sedentaria, i grassi insaturi e troppa tv forse non fanno benissimo, le vorrei sommessamente dire che anche questa etica di stato del cazzo per cui qualcuno mi deve insegnare/inculcare/imporre un paradigma di vita sociale definito da genitore uno e due, fabbriche di bambini “insemini tre e paghi due”, cura delle malattie tramite eliminazione del malato e divieto di fumo perchè irrita le narici del cane, beh a me questa cosa fa molto più schifo del puzzo di toscanello.
Anche a me fanno schifo di più le cose che Lei ha elencato, peccato che non per questo il fumo sia giustificabile o non mi faccia schifo il fumo. Tant’è vero che mi sono pure dimenticato di menzionare il fumo passivo e il fatto che il fumo sia la prima causa di morte nel mondo. Non mi si venga a dire che prenda sotto gamba il resto, visto che condivido tutto quello che Lei ha detto sui temi etici (ho sottolineato che eutanasia e aborto sono omicidi e credo anche io che la famiglia sia solo e soltanto tra un uomo e una donna, che vada incentivata la scuola paritaria, che vada garantità la libertà di religione, aspetti per i quali apprezzo il giornale). Però trovo orripilante che si dedichi un articolo di questo giornale a denunciare l’aumento delle accise sul tabacco (secondo me ancora troppo contenuto) quando è una delle (pochissime) cose buone fatte dai governi italiani, destra o sinistra che fossero.
Non capisco, sinceramente, il senso, il significato, di questo articolo. Le sigarette e tutto il fumo uccidono, provocano il cancro e tante altre malattie (enfisema polmonare, etc.) e sono la concausa di tante altre patologie. Allo Stato, cioè a noi, quindi pesano come costo sociale sanitario un’infinità di €. Senza considerare tutti i mozziconi gettati ovunque! Anche dai finestrini delle auto addosso ai ciclisti e ai motociclisti. Fosse per me, un pacchetto di Marlboro dovrebbe costare 50 € almeno per iniziare a compensare tutti i danni provocati. Ma perché l’autore non si è fumato una bella sigarette invece di scrivere inutilità ?
@Libero
Non sono convinto che l’autore ha scritto cose inutili,
mentre sono sicuro che lei abbia fumato roba scadente prima di scrivere scadenti sciocchezze.
La spesa sanitaria nazionale per i danni derivanti dal fumo non raggiunge i 7 miliardi di euro, mentre il gettito annuo derivante da IVA e accise sul tabacco sfiora i 15 miliardi.
I fumatori, oltre a provvedere di tasca propria al 100% per i danni che si procurano fumando, producono un disavanzo positivo di circa 8 milardi per le casse dello stato.
Personalmente non ammiro la generosità, mal orientata, dei fumatori, visto che anche i suddetti 8 miliardi vengono comunque mandati in fumo dall’inefficienza statale, mentre potrebbero essere utilizzati certamente meglio se rimanessero nelle loro tasche.
Ma prima di fare del moralismo un tanto al chilo, cerchi di verificare almeno la plausibilità di quello che scrive, altrimenti è solo fumo 😉
Bene, questi sono problemi di chi fuma. Io non ho mai fumato in tutta la mia vita e credo che se i politici continueranno ad alzare le accise sul tabacco, in Italia ci saranno sempre meno fumatori.
Ma allora cercheranno di mettere tasse da altre parti.
Ad esempio, se sulla benzina continuano ad aumentare le accise e continuano ad esserci le norme europee sul divieto di circolazione dei veicoli troppo vecchi fatte apposta per obbligare la gente a comprare auto, io credo che si arriverà ad un punto in cui ci saranno pochissime auto in circolazione e sempre strapiene, per risparmiare: la gente starà usando solo i mezzi pubblici, che però anch’essi saranno aumentati! D’altronde lo stato avrà già messo nuove accise anche lì per compensare i non-guadagni dalle accise su benzina e auto.
In altre parole, non stupitevi se tra pochi anni verrà imposto il bollo per il possesso di una bici. Però voglio proprio vedere chi lo pagherà.
Io mi chiedo: quand’è che i nostri politici capiranno che alzare le tasse ha come unico risultato la depressione del gettito fiscale? O meglio, quali sono gli interessi di facciata per cui i politici non abbassano le tasse? Clientele da pagare? Inefficienze? Privilegi da togliere?
Io credo che in un futuro prossimo la gente inizierà a circondare il parlamento e minacciare di una morte atroce (e far vedere che ne si è capaci!) i politici se non abbassano le tasse. E spero vivamente che quel giorno venga presto. Chissà che non cambi qualcosa, allora.
Da non fumatore, condivido ogni tua parola.