
Regione on line
Sburocratizzare gli atti pubblici, semplificare i rapporti fra i cittadini e l’Ente pubblico, rendere trasparenti i processi amministrativi. E poi far viaggiare le informazioni anziché i cittadini e le imprese, eliminare le perdite di tempo causate dalle code agli sportelli e dalle complicazioni degli adempimenti burocratici. Più facile a dirsi che a farsi: a parole tutti proclamano questo programma, poi al massimo viene fuori una semplificazione alla Bassanini, che intacca solo la punta dell’iceberg. Il fatto è che per sburocratizzare la società e mettere le istituzioni al servizio dei cittadini anzichè viceversa ci vogliono due cose: gli strumenti adatti per farlo e la volontà politica. In Lombardia dicono di avere l’una e l’altra cosa, coniugate in un unico, ambizioso progetto che porta il nome di “Lombardia Integrata”. Si tratta di un articolato progetto informatico che ha tre obiettivi: 1) rendere accessibili per via telematica informazioni, dati e notizie, opportunamente informatizzati, generati dai processi amministrativi e gestionali dell’Ente Regione; 2) erogare ai cittadini, alle imprese e agli Enti locali servizi per via telematica; 3) integrare i sistemi e i servizi informatici delle Pubbliche amministrazioni locali (Regione, Provincia, Comune) tra loro e con le Amministrazioni centrali (ministeri romani, Inps, ecc.).
Formigoni lo ripete tutte le volte che prende la parola sull’argomento: “L’informatizzazione della pubblica amministrazione non è un problema meramente tecnico, di aggiornamento tecnologico; e non è nemmeno l’ultima risorsa di un potere politico e burocratico che vuole consolidarsi e imporsi con l’arma tecnocratica. E’ una questione di democrazia. Siamo convinti che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresentano uno strumento essenziale per ricercare sia l’efficienza dell’azione di governo che una possibilità di democrazia nell’era della società ipertecnologica. Anzi: le nuove tecnologie ci aiutano -se abbiamo la volontà- a superare una concezione e una pratica della Pubblica amministrazione che si rapporta al cittadino come a un suddito la cui libertà è stata confiscata da un sistema che gli impone i suoi tempi, la sua logica, le sue forme, le sue procedure, le sue richieste vessatorie. Le nuove tecnologie ci aiutano a restituire al cittadino e ai vari soggetti sociali quella sovranità che la Costituzione loro riconosce”.
In concreto: la Regione, insieme agli altri soggetti aderenti al progetto, ha creato una rete telematica virtuale integrando le reti fisiche già esistenti e realizzandone delle nuove; quindi ha sottoscritto con l’AIPA, l’Autorità per l’informatica nella Pubblica amministrazione, la convenzione indispensabile per interconnettere la rete informatica regionale (comprendente Regione, Province, Enti locali ed autonomie funzionali) con la RUPA, la Rete unitaria delle Pubbliche amministrazioni centrali. Ora si sta allestendo il cruciale Centro Tecnico per l’Interoperabilità regionale: esso rappresenta infatti da una parte il punto di accesso attraverso il quale gli utenti formulano le loro richieste di servizi integrati, dall’altro la porta applicativa per l’accesso ai servizi della Rete nazionale. Quando sarà pronto, anche il più sperduto o il più incasinato dei 1.546 Comuni lombardi risulterà collegato alla RUPA e ai suoi servizi. Questo bel progetto si chiama SIAL, Sistema informativo per le autonomie locali: collega fra loro e con la Regione i 1.546 Comuni, e integra le loro anagrafi comunali e l’anagrafe sanitaria. Visto che la spesa per l’operazione, nel caso dei piccoli Comuni, non è mica da ridere, la Regione Lombardia ha deliberato di cofinanziare l’istituzione di servizi informativi locali: nel ‘97 ne ha finanziati 114, nel ‘98 circa 300.
L’altro progetto di grossa portata, destinato a cambiare la vita dei cittadini lombardi, è il SISS, il Sistema Informativo Socio-Sanitario, la cui sperimentazione è stata avviata a livello del territorio della provincia di Lecco. I suoi obiettivi sono il controllo della spesa sanitaria e il miglioramento dei servizi ai cittadini in materia sanitaria. Prevede l’informatizzazione dei medici di base, che verranno collegati alla rete telematica sanitaria, l’interconnessione delle strutture sanitarie pubbliche e private e delle farmacie con la suddetta rete e la distribuzione a tutti i cittadini di una Carta sanitaria a microprocessore. In questo nuovo sistema, il medico di base potrà accedere alle cartelle cliniche del paziente che si trovano presso strutture sanitarie, potrà prenotare per lui visite specialistiche ed esami o rilasciare prescrizioni in forma elettronica; il farmacista potrà leggere elettronicamente la prescrizione di un farmaco e comunicarne l’erogazione alla Direzione Generale Sanità; la Direzione Generale Sanità sarà in grado in ogni momento di acquisire per via telematica, tempestiva e controllata, gli eventi che incidono sui costi della sanità e attivare i meccanismi di controllo e governo della spesa previsti dalla legge regionale. “Attraverso il SISS -dice Formigoni- saremo in grado di fornire più celermente servizi sanitari ai cittadini, non solo di ridurre ma di eliminare le code agli sportelli, di risparmiare al cittadino telefonate e pellegrinaggi fra uffici e strutture, e di lottare efficacemente contro fatti di malcostume come prescrizioni false o doppie e qualunque tentativo di truffa”.
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