Rassegna stampa 1/ Bersani rifiuta la proposta del premier. Berlusconi «Opposizione insolente»

Di Redazione
01 Febbraio 2011
In risposta alla lettera inviata al Corriere dal premier Berlusconi, Bersani risponde dalle pagine del quotidiano di via Solferino: «E' una proposta che arriva fuori tempo massimo». Ma il presidente rilancia e annuncia l'inizio di una riforma costituzionale dell'economia e alcune misure di defiscalizzazione per il Sud.

Oggi il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, risponde alla lettera del premier Berlusconi, dalle colonne del Corriere della Sera, in cui rende noto al capo dello governo il rifiuto della proposta di un piano bipartisan: «Noi ci siamo fatti un’idea piuttosto precisa della situazione italiana e dei possibili e difficili rimedi. Stiamo ragionando come un partito di governo temporaneamente all’opposizione. Con questa stessa attitudine, considero la proposta che il presidente Berlusconi mi rivolge dalle pagine del Corriere. Non nascondo la mia prima impressione: se la proposta è un astuto diversivo per parlare d’altro, mostra di essere davvero tempestiva; se è sincera, suona singolarmente estemporanea! D’altra parte negli anni trascorsi abbiamo imparato a nostre spese che Berlusconi ama gettare ponti quando è in difficoltà per abbatterli un minuto dopo. Ma non amo divagare o scherzare quando finalmente si può parlare di Italia. Nemmeno voglio dilungarmi in recriminazioni a proposito della sprezzante indifferenza con cui sono state ignorate dalla maggioranza in questi due anni le proposte pragmatiche dell’opposizione». (Corriere, pag.2)

 

Dal canto suo, Berlusconi, appresa la notizia del rifiuto, definisce le risposte del Parito Democratico «propagandistiche, irresponsabili e insolenti», ma dà appuntamento al prossimo Consiglio dei ministri, forse già venerdi, per l’inizio di una riforma costituzionale dell’economia e per alcune misure di defiscalizzazione per il Sud. Ma non finisce qui: «Entro la fine del mese di febbraio il governo  – aggiunge – riunirà gli Stati Generali dell’economia e presenterà il suo rapporto per la crescita, con l’obiettivo di raggiungere entro cinque anni livelli di incremento del Pil del 3-4 per cento». (Corriere, pag. 2)

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