
Come assecondare la “creatività gender” di un figlio che adora Barbie e paillettes
Raising My Rainbow. Adventures in Raising a Fabulous, Gender Creative Son. “Crescere il mio arcobaleno. L’avventura di crescere un favoloso figlio di genere creativo”. Si intitola così il libro autobiografico di Lori Duron, mamma di un bambino di sei anni che secondo lei ha un «cuore di ragazza».
L'”INCIDENTE BARBIE”. La storia, vera, si svolge a Orange County, California, dove Lori vive con il marito Matt e con i figli Chase e Cj. Cj ha solo sei anni ma mostra già un pallino per la moda e i colori, e preferisce stare ore a guardarsi allo specchio piuttosto che uscire a giocare a pallone. Del resto anche sua madre ha paura a farlo uscire di casa – come ha raccontato lei stessa al programma della Nbc Today – perché là fuori la gente potrebbe insultarlo e comunque difficilmente lo capirebbe. Infatti a Cj, che ora comincia la prima elementare, piacciono solo cose per ragazze. È così – si legge ne libro – da quando ha trovato una Barbie nel guardaroba della mamma, all’età di due anni e mezzo. Lei lo chiama “l’incidente Barbie”. Da allora, spiega, il bambino ha cambiato preferenze e Lori ha deciso di assecondare il suo “genere creativo”. La donna ricorda di aver accompagnato Cj in un negozio di giocattoli dopo l'”incidente Barbie”, e là dentro per lei è stato subito chiaro che a suo figlio non piacevano i passatempi canonici dei maschietti. «L’ho portato nelle corsie “rosa”, che gli avevo sempre tenuto nascoste semplicemente perché avevamo dei figli maschi». Ebbene, in mezzo a tutte quelle bamboline e a quei beauty case Cy «si è illuminato ed è rimasto lì, sopraffatto». Sei mesi dopo quest’episodio, il bambino ha cominciato anche a preferire gli abiti femminili.
L’ABITO DA SPOSA. Mamma Lori e papà Matt, lei proprietaria di una lavanderia, lui ufficiale di polizia, inizialmente non sapevano come comportarsi. Così la signora Duron ha aperto un blog anonimo, intitolato a sua volta “Raising My Rainbow”, e da subito è stata inondata di storie simili alla sua, di madri e padri che raccontavano esperienze simili nei commenti ai suoi post. «Sto cercando di crescerlo forte, ma sono molto preoccupata dal bullismo», dice Lori, spiegando che l’ultima creazione di Cj è un vestito leopardato con leggings rosa glitterati. Il bambino le ha chiesto di poter indossare, un giorno, il suo abito da sposa. «Sono contenta di non averlo buttato prima di fare figli. E sono contenta di aver resistito alla tentazione dopo che ho avuto solo maschi», dice Lori. Che spera che il suo racconto possa “educare” altre persone alla “creatività gender”.
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15 commenti
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Bisogna dire che non hanno tutti i torti i troll gaysti quando dicono che la degenerazione può allignare anche all’interno di coppie eterosessuali. Questo ovviamente non toglie che l’omosessualità della coppia la rende intrinsecamente inidonea all’educazione dei figli.
Italo, se ti riferisci al mio intervento non capisco perche’ mi dai del troll. Per troll si intendono coloro che nelle chat o forum cercano di scatenare la rissa, con post volutamente offensivi o infiammatori, o off topic. Io ogni tanto faccio capolino da queste parti per discutere ed esporre un altro punto di vista, nel pieno rispetto delle idee altrui e non effendo mai nessuno. Ma non mi piace il Pensiero Unico, ne’ quello dei regimi dittatoriali e neanche quello di pseudo-provenienza ‘divina’, per cui espongo le mie idee, ragionando con la mia testa. Poi i lettori tutti leggeranno e si faranno una loro opinione.
Per quanto riguarda la presunta e ‘intrinesca’ inidoneità delle coppie dello stesso sesso a educare i figli vi sono ormai moltissimi studi che provano il contrario. Un recentissimo studio della Cambridge University conferma che i bambini crescono altrettanto bene e felici anche con due genitori dello stesso sesso.
http://www.cambridge-news.co.uk/Health/Family/Children-as-happy-with-gay-parents-research-06032013.htm
Scommetto che se tuo figlio a sei anni ti dimostra la vocazione a farsi prete tu gli compri subito un vestitino da chierichetto.
Come no!
P.S.: gli pseudo studi commissionati a pseudo scienziati stioccateli pure tu sai dove.
P.P.S.S.: bada bene, prima di ciarlare a vuoto, che per lavoro io mi occupo anche di statistica inferenziale e, se vuoi, con fondi molto più scarsi di quelli che può tirar fuori qualche lobby tusaidichetipo ti pianifico uno studio “scientifico” che arriva a conclusioni esattamente opposte a quelle che ti piace tanto leggere.
ALT! Ma che strano…quando c’è qualche presunto cervellone che avvalla, le “teorie gender” subito vengono presi in considerazione, senza preoccuparsi troppo della fondatezza scientifica delle dichiarazioni esternate. Provenienza Cambridge? Capirai…sono autorizzati a rilasciare certificati di garanzia su qualsiasi sproloquio? Perchè invece, si tende a censurare con arroganza, nei media, i vari studiosi che con consistenti elementi e prove raccolte nella ricerca, dimostrano esattamente il contrario di quanto affermano i “luminari” filogender? Consiglio la lettura dei testi scritti da Tony Anatrella e Nicolosi e forse non sarebbe male fare qualche ricerca personale sul tema, oltre gli steccati dell’ideologia dominante pseudolibertaria, per capire che non è vero che due genitori dello stesso sesso equivalgano come modello educativo, a due genitori NATURALI (!): UOMO e DONNA.
I bambini hanno bisogno di entrambe le figure di riferimento in quanto DIVERSE (la vera e sana diversità) ma COMPLEMENTARI. Chiaro? Questa è la natura dalle origini dell’universo, alla faccia di qualche fighetto cattedratico che vuole impressionare gli impressionabili con funamboliche e pepate bizzarrie.
Busonera, e secondo lei Anatrella e Nicolosi sarebbero immuni da ideologie? Il primo più che un uomo di scienza è un uomo di fede, in quanto sacerdote, e dunque certamente non imparziale su argomenti come questi. Il secondo si è arricchito solo ed esclusivamente grazie al sostegno e ‘cassa di risonanza’ che gli hanno dato i movimenti religiosi e non ha pubblicazioni su riviste di divulgazione scientifica, basti pensare che il suo libro-bibbia sull’omosessualità in Italia – guarda caso – fu pubblicato dalle Edizioni Paoline, casa editrice rispettabilissima ma non certo nota per le sue pubblicazioni di carattere scientifico. Ho fatto l’esempio di Cambridge solo perchè è uno studio recente e conferma ancora una volta tutte le principali ricerche pervenute all’APA (American Psychological Association), American Psychiatric Association, AAP (American Academy of Pediatrics) e AMA (Australian Medical Association), con altre associazioni operanti nel campo della salute mentale, dalle quali si è visto che sulla salute, e in generale sul benessere del bambino, non ci sono differenze tra ambienti omogenitoriali e eterogenitoriali.
Siccome uno è un chierico allora le sue teorie sul piano scientifico non valgono una mazza.
A parte il fatto che di codesta affermazione ne saranno certamente felici Copernico, Mendel e tutti gli altri, ti faccio notare che insinuando dubbi sull’imparzialità sul piano scientifico degli studi di Tizio finisci per ammettere che sia lecito che anche noialtri si possa nutrire dubbi sull’imparzialità degli studi di Caio.
Aggiungendo a questa minestrina il fatto oramai assodato che la propaganda gay ha dimostrato da tempo di non esitare a ricorrere sistematicamente alla menzogna pur di ottenere i propri scopi…
Dunque, dei pareri di tutte le tue ben foraggiate “associazioni operanti nel campo della salute mentale” immagino tu abbia già intuito cosa te ne devi fare.
E’ ormai assodato che buona parte dei ricercatori fanno studi che confermano le idee di chi li ha pagati… quindi che dovrei farmene di tutti gli studi pro o contro che trovo? Non fatico a credere che Gmtubini possa fare uno studio “scientifico” opposto a quello sopracitato, conosco un paio di persone che potrebbero farne uno che dia la colpa ai rettiliani.
Tanto il punto e’ sempre quello: non e’ una Barbie che fa diventare un bambino gay perche’ un vero omosessuale non si crea a tavolino; quindi facciamo giocare i bambini con quello che vogliono senza troppe paranoie…
Il ruolo di sacerdote non stride con quello di scienziato, anzi integra due aspetti quello della ricerca sui fenomeni della natura e il significato morale, a favore dell’integrità umana, che costituisce il vero scopo della ricerca scientifica. Basti vedere una certa tradizione storica, sono forse idologi Copernico, Chini, Spallanzani, Mendel, Lemaitre…giusto per citarne alcuni. Sono scinziati veri che hanno fornito contributi deterninanti alla scienza moderna. Veda Bifocale, la differenza fra ideologia e fede, è notevole: la prima mostra ciò che conviene e risulta accomodante verso il pensiero dominante. In passato come nell’attualità si sono spacciate teorie e statistiche come scientifiche, ma che in realtà tali non erano, bensì si sono rivelate affermazioni affrettate e superficiali che poco avevano riscontro con i dati più ampi e complessi della realtà e della natura in generale.Tesi asservite alle idologie del momento e di cui col passare nel tempo non si sente neanche più parlare, tanto si sono rivelate insulse. La Fede, invece, esige (!) il confronto vivo, schietto e talvolta doloroso, ma soprattutto libero, con la Verità, quella che dura nel tempo. Molto più delle ideologie, delle mode, e di tutte le altre contingenze umane. Sarebbe interessante andare a vedere chi paga quegli studi di Cambridge…
Tantissimi altri dimostrano che i figli di coppie omosessuali sono circa il 600% più inclini ad essere omosessuali e disturbati psicologicamente… a chi crediamo?
Caro Luca, ma lo sa che il 99% degli omosessuali è stato cresciuto da coppie eterossessuali?
Povero ragazzo, è una sfortuna avere dei genitori del genere!
Ci sono bambini che sin dalla prima infanzia rivelano chiaramente che da grandi non saranno eterosessuale. Che facciamo? li obblighiamo a giocare solo coi trattori e a giocare a rugby? I bambini sono quelli che sono e non quello che i genitori vorrebbero che fossero. Questi due genitori, Lori e Matt, dtanno dimostrando grande sensibilità e rispetto per la personalità del figlio e stanno anche dando un bell’esempio ad altri genitori, amando il loro bambino così come è. Bravi.
Siamo sicuri che ora il sopracitato Cj sia quello che vuole? oppure è spinto proprio dalla madre ad atteggiamenti non comuni?
è troppo facile pensare di essere stati così… dall’omosessualità si può uscire, non è una malattia ma è il sintomo di un disturbo che purtroppo è alimentato anche da dei genitori disattenti o del tutto incapaci
Sicuramente lo attende una vita felice.
Povero bambino che cresce orfano con due genitori.