
Scritto con gli occhi
Quante risate con gli amici del Gremio dei Sarti
Cari amici, questa ve la devo proprio raccontare. Anche quest’anno i miei amici del Gremio dei Sarti mi hanno invitato a vedere la vestizione del “nostro candeliere”.
C’era un unico problemino: quest’anno cambiava l’obriere e tutta la cerimonia si sarebbe svolta nel centro storico di Sassari (chiamato dai sassaresi “Sassari vecchio”) dove abitava il nuovo obriere e sarebbe stato problematico per “chi viaggia in carrozzina” affrontare l’acciottolato delle stradine del centro.
E così Piera (la mia assistente oss) qualche giorno prima è andata a fare il sopralluogo e lì ha incontrato il padre del nuovo obriere che, quando ha sentito che dovevo andare, ha detto che non c’era alcun problema, mi avrebbero portato loro vicino al candeliere. Beh, la mia paura era proprio quella, forzuti come sono, avevo timore mi scambiassero per candeliere e dalla foga, mi facessero anche ballare… che paura! Ma vi immaginate se avessero preso la carrozzina con “tutto il contenuto” e mi avessero fatto ballare tipo candeliere? Disastro totale!
Qualche giorno dopo, altro sopralluogo dell’accoppiata Immacolata-Piera (sorella-assistente) e il “verdetto” era sempre lo stesso: sarei dovuta rimanere su Corso Vico (strada praticabile da me) per poter vedere qualcosa, ma non disperavo perché i miei amici Salvatore e Alessandro (l’obriere che doveva consegnare il testimone) del mio gremio mi avevano promesso che, se non potevo andare io dal candeliere… il candeliere sarebbe venuto da me e l’avrei visto danzare e avrei fatto la foto di gruppo!
Intanto avevo convinto la mia amica Valentina a venire ad assistere alla vestizione perché è un momento affascinante e soprattutto fanno ballare il candeliere tante di quelle volte davanti ai tuoi occhi che sembra di avere uno spettacolo personale. Ne avevo parlato anche coi miei amici Marco e Pierpaolo e Marco avrebbe fatto di tutto per venire perché doveva lasciare il lavoro, mentre Pierpaolo mi aveva promesso che sarebbe venuto. Anche mia cognata con Manola e i piccoli Giorgia e Matteo sarebbero stati dei nostri e la mia Giorgia avrebbe indossato la maglietta del Gremio. Stavo organizzando un bel gruppo perché tenevo che i miei amici e i miei nipotini potessero assistere a quella meraviglia. La vestizione consiste nell’addobbare l’enorme cero con nastri e fiori multicolori e con le varie bandiere in onore dei Santi!
Ci eravamo sentiti anche col mio amico Andrea e lui e Veronica sua moglie sarebbero venuti dai sarti così ci saremmo visti.
Anche Fabrizio, uno degli infermieri che mi viziano, era d’accordo per andare a vedere la vestizione, quindi era tutto pronto. La mattina appena arrivata Luciana (l’infermiera che doveva coprire il turno quel giorno) le abbiamo detto che dovevamo uscire e lei ci ha guardato come fossimo dei marziani, nonostante io fossi vestita di tutto punto continuava a non crederci. Sempre più strabiliata ha chiesto: “E dove volete andare?”. Abbiamo risposto: “Non vedi la maglietta di Susanna? Andiamo alla vestizione del candeliere dei sarti!”. Solo quando le abbiamo fatto notare la maglietta che indossavo ha iniziato a realizzare il tutto, ma soprattutto quando ha visto Fabrizio ha strabuzzato gli occhi e ha realizzato che parlavamo seriamente. Povera Luciana, non aveva mai assistito a una mia uscita e alla confusione creata dal trasferirmi in carrozzina con relativa sistemazione. Fabrizio, nel frattempo, prendeva il respiratore di riserva mentre Immacolata e Piera prendevano aspiratore e tutto il resto del materiale necessario. Luciana guardava tutto questo movimento come fosse un film horror!
Arrivati giù, Luciana ha deciso di venire con la sua macchina perché a mezzogiorno doveva andare a lavorare, e fin lì tutto bene, ma ciò che sarebbe successo dopo ci avrebbe fatto sganasciare dalle risate. Arrivati in Corso Vico, Pierpaolo, che era già arrivato con un collega degli “Angels”, ci ha fatto parcheggiare vicino al luogo della vestizione e noi pensavamo che Luciana parcheggiasse dietro la Susy-macchina ma…. su questo ci torno più avanti nel racconto e… preparatevi!!
Intanto era arrivata anche Valentina ed ero felice di vederla perché è un tornado come me e sicuramente mi sarei divertita perché è una ragazza solare e allegra, in sua compagnia non ci si può annoiare!
Fabrizio insieme a Pierpaolo e Sandro (per quel giorno, i miei angeli personali) mi hanno portato di peso, visto il vicolo con i ciottoli, proprio in Via Gazometro dove c’era la casa dell’obriere e dove sostava il candeliere.
Mentre eravamo lì ci ha raggiunto il mio amico Marco che era riuscito a lasciare qualcuno al posto suo al negozio. Ero riuscita a convincerlo ma, non è stato granché difficile da parte mia, il desiderio di incontrarci a quella festa avrebbe superato qualsiasi ostacolo.
Appena i Gremianti mi hanno visto mi sono venuti incontro e ho ricevuto baci a più non posso, mai ricevuto tanti baci in un solo giorno da tanti ragazzi, e poi… dicono che sono sfortunata! E tra l’altro… tutti bei ragazzi! In mezzo a tutto quel vai e vieni Valentina mi ha presentato sua nonna che abitava poco prima della casa dell’obriere, una donnina molto vispa e arzilla. Sono stata molto felice di conoscerla. C’era una gran confusione, una festa generale, tante persone di passaggio mi stampavano un bacio sulla guancia e proseguivano e quando mi chiedevano chi erano rispondevo:
“Boh, e chi lo conosce… era uno che partecipava alla “nostra festa”…. solo un passante!”. I ragazzi del gremio, come promesso, mi hanno fatto portare nella piazzetta perché avrebbero ballato lì davanti a me e a tutta la folla che si stava radunando. Gente che fotografava che riprendeva con tutti i mezzi a disposizione. Tra tutti c’era un cameraman conosciuto alla Dinamo, insomma, una confusione terribile ma credo che il “mio gremio” sia il più amato, così allegro, gioioso, solare, pieno di energia, di vita! Sì, è proprio il “mio gremio”, è il gremio che fa per me!
Il mio Fabri non mi ha abbandonato un secondo, era il mio corazziere pronto a qualsiasi emergenza, mentre i miei angeli personali Pierpaolo e Sandro, oltre a farmi da guardie del corpo, smistavano il traffico delle persone che passavano davanti per permettermi di vedere. Ottimo lavoro ragazzi!
Alessandro mi faceva divertire per come guidava i portatori, una vera sagoma, una vera macchietta nonostante sia grande e grosso (Ale, scusa per il “grosso”). Era un divertimento solo guardare lui e i portatori che eseguivano gli ordini con maestria come se il candeliere fosse uno stecchino e invece… a voglia che pesa!
Dopo aver fatto ballare abbondantemente il candeliere i ragazzi si sono tutti schierati, mi hanno fatto portare al centro e “ci hanno immortalato”! Come potete notare, siamo proprio belli… tutti vestiti con la maglietta gialla con la scritta “trapperi”(sarti) sul colletto!
Tra le tante persone che si sono avvicinate a salutarmi e a conoscermi, è venuto un ragazzo, mi ha colpito il suo amore per il candeliere e la sua aspirazione a diventare portatore. È stato gentilissimo con me e, nonostante non mi conoscesse, mi ha coccolato come fossi una sua parente. Gli auguro di riuscire a realizzare il suo sogno come i tanti che ho realizzato io.
Luciana, non pratica di cosa succede nelle nostre uscite, vedendo che tanti mi baciavano, a un certo punto mentre ero intenta a guardare l’ennesimo ballo del mio candeliere, ha incominciato a pulirmi la faccia con le salviettine. Con sguardo cattivo ho detto: “Che fai?”. Piera ha detto che non volevo nessuna salvietta né tantomeno essere pulita se non lo chiedevo e Luciana ha ribadito: “Non vedi tutte le persone che ti hanno baciato? Ci sono i virus, i batteri e adesso c’è anche l’ebola….!”. A quel punto è scoppiata una risata generale di tutti i miei accompagnatori e io inorridita ho ripetuto: “Ebola? Ma finiscila! Cara Luciana, cosa mi può capitare peggio della Sla? Credimi…. niente! Adesso smettila e…. non mi pulire!”. Luciana ha, di certo, una deformazione professionale visto il reparto in cui lavora e a sua discolpa era la prima volta che usciva con me e non sapeva che ricevo tanti baci… graditi per la verità!
Verso mezzogiorno Luciana doveva andare via perché doveva andare in ospedale per prendere servizio; l’abbiamo salutata mai pensando al caos che avrebbe creato la sua…. “uscita di scena”!
Mentre salutava diceva: “E adesso come faccio?”. “Cioè come fai! Vai…. dicevamo!”. A un certo punto abbiamo capito il perché avesse tanti problemi, soprattutto quando abbiamo visto i miei angeli bloccare il candeliere dal suo ballo, farlo indietreggiare e far spostare tutto il pubblico presente nella piazzetta perché… indovinate dove aveva parcheggiatola nostra Luciana? Proprio nella piazzetta dove avrebbe ballato il candeliere! Su Corso Vico c’era divieto di sosta a partire dalle 18 del pomeriggio (erano le 12 ed era pieno di macchine parcheggiate) per il passaggio dei candelieri e lei aveva pensato di mettere la macchina nella piazzetta. Signore e signori… l’unica persona a Sassari che rispetta il divieto di sosta: Luciana! Peccato abbia bloccato la festa nella piazzetta facendo retrocedere il candeliere e decine e decine di persone ma, tranquilli, abbiamo continuato a festeggiare.
Abbiamo riso a più non posso per il caos che aveva creato e per l’ebola ma tutto è tornato normale.
Subito dopo è venuta Valentina e mi ha detto: “Guarda chi ho incontrato? In quel momento ho visto arrivare il mio amico Stefano (il mio presidente), sua moglie Anna e la mia cara Alessandra Giudici (Presidente della Provincia). Ero felicissima di incontrarli e ci siamo fatti grandi feste. Non posso dirvi tutto ciò che ci siamo detti perché era un discorso privato ma ho chiesto a Stefano se sarebbe venuto il 14 settembre ad Alghero per la nostra camminata contro la Sla. Me l’ha promesso e sapevo sarebbe venuto perché, da quando ci siamo conosciuti, ci sostiene nella causa contro la Sla e avrebbe camminato al mio, anzi…. al nostro fianco! E non solo è venuto lui ma ha portato tutti, proprio tutti! Dopo aver terminato la nostra lunga chiacchierata, Stefano è andato a compiere il suo “lavoro come portatore principiante”! Tranquilli amici… avevo il respiratore di riserva, in caso stesse per “schiattare”, l’avrei fatto salvare dal mio bravissimo infermiere della rianimazione. Non potevo permettere che “ci schiattasse” il nostro presidente! Devo ammettere che è stato più bravo dell’anno passato ma abbiamo fotografato la sua fatica e soprattutto una vena della testa che gridava: AIUTOOOOOO!
Perdonaci Stefano…. abbiamo riso alle tue spalle perché eri troppo divertente! Credo che tu sia ancora principiante, non penso tu possa reggere un’intera “faradda” (discesa), per ora accontentati di far ballare il candeliere solo alla vestizione che, comunque, è sempre un onore! Fallo ballare anche per me! Ci siamo divertiti a vedere il “mio presidente” ma ormai era ora di andare via, era tardi e dovevo tornare a casa.
Salutati tutti i miei amici, i miei accompagnatori mi hanno riportato alla macchina, Nel frattempo molte persone continuavano a venire a salutarmi e, se ci fosse stata Luciana… terrore, ero persa! Mi avrebbe disinfettato tutta! Era finito un altro sogno e spero di poter tornare il prossimo anno per assistere alla vestizione del “mio candeliere”.
Superare gli ostacoli che mi “impone” la Sla è una vittoria immensa per me e, immediatamente, penso al prossimo traguardo per non dare il tempo alla Sla di “studiare il contro attacco”!
Anche stavolta devo ringraziare il destino che mi ha permesso di realizzare questo sogno; non pensiate che sia tanto semplice per un malato di Sla ma io ho avuto questa “fortuna sfacciata”!
Beh, ogni tanto la fortuna è giusto che “guardi” anche dalla nostra parte! Che ne dite… ce lo meritiamo?
bacioni
Susanna
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!