Quando una confezione di aspirine fa la differenza. Sabato 14 febbraio la Giornata di Raccolta del Farmaco

Di Elisabetta Longo
05 Febbraio 2015
La "colletta" nazionale delle medicine è sempre più importante per molte famiglie indigenti. Intervista a Paolo Gradnik, presidente della Fondazione Banco farmaceutico

banco farmaceutico 2015

Sabato 14 febbraio torna l’appuntamento con la Giornata di Raccolta del Farmaco, la grande “colletta” nazionale di farmaci di automedicazione (ovvero senza ricetta) da acquistare e donare alle famiglie in difficoltà. La Giornata, organizzata dalla Fondazione Banco farmaceutico, si tiene ormai da 15 anni, e a ogni edizione diventa sempre più importante partecipare, anche solo con un piccolo gesto, come spiega il presidente Paolo Gradnik: «Una confezione di aspirine costa 5 euro, un onere economico che non incide sul nostro portafoglio, ma che può essere davvero di aiuto per le tante famiglie che vivono in condizioni di stretta povertà».

farmacia-shutterstock_1022831353.600 PUNTI VENDITA. Per “essere di aiuto” basterà recarsi in una delle 3.600 farmacie italiane aderenti (qui tutte le informazioni) e ascoltare le indicazioni dei volontari del Banco farmaceutico, saranno loro a indicare ai clienti quali sono le medicine più richieste e più necessarie. Quanto raccolto durante la Giornata verrà poi smistato a quasi 1.600 enti assistenziali di ciascun territorio, che provvederanno a distribuire ai bisognosi i farmaci donati. L’appuntamento coinvolgerà farmacie di tutta Italia, alcune delle quali hanno deciso di ripetere l’iniziativa anche lunedì 16, per dare modo di partecipare a chi nella giornata di sabato sarà impegnato in altre faccende.

UN BISOGNO IN AUMENTO. Nel nostro paese ogni anno servono 3 milioni e 300 mila farmaci per i poveri che non possono curarsi in maniera autonoma. Le famiglie indigenti hanno ridotto il più possibile la spesa farmaceutica, e si affidano agli enti caritatevoli. «Nei 15 anni di vita del Banco farmaceutico la situazione è cambiata molto», racconta Gradnik. «Sempre più farmacie scelgono di aderire, per esempio quest’anno per la prima volta la Giornata si terrà anche a Campobasso, a Rieti e a Pistoia. Poi sono aumentati i volontari, che sabato saranno 14 mila. Quattordicimila persone pronte a regalare un giorno del loro tempo per aiutare gli altri. Infine la richiesta di farmaci negli anni ha continuato a crescere, nel 2013 era di circa 2 milioni e 900 mila, nel 2014 erano 3 milioni, quest’anno il bisogno è aumentato di altre 300 mila confezioni».

farmaci-shutterstock_81941056CONTROLLARE LA CASSETTA. La raccolta straordinaria avviene un giorno all’anno, ma negli altri 364 giorni la Fondazione Banco farmaceutico porta avanti anche altre iniziative. Sono stati istituiti degli ambulatori per gli indigenti in collaborazione con Uniltasi e Acli, per fornire aiuto medico immediato. C’è poi anche il recupero di farmaci validi, comprati in eccesso e poi dimenticati, oppure non più utili, che possono essere redistribuiti a chi ne ha bisogno. Spiega Gradnik: «Ogni anno nelle case degli italiani vengono fatte scadere e sprecate tonnellate di farmaci, con un grande danno economico. Tutte le confezioni che hanno ancora 8 mesi di validità prima della scadenza, se conservate correttamente, possono essere donate nelle farmacie che aderiscono all’iniziativa. È importante controllare di tanto in tanto cosa c’è nella cassetta dei medicinali che abbiamo in casa, perché può fare la differenza per un’altra persona».

VITA DURA PER IL NO PROFIT. La Giornata di Raccolta del Farmaco si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il patrocinio di Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) e Pubblicità Progresso e grazie al sostegno di Assosalute (Associazione nazionale delle industrie farmaceutiche dell’automedicazione), Fofi (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), Fondazione Telecom Italia, EG EuroGenerici, Teva Italia e Alliance Healthcare per l’assistenza logistica, e grazie al supporto dei media partner di Avvenire e Tv2000 e alla collaborazione della testata nazionale della TGR e del Segretariato Sociale Rai. Insomma, sono tante le istituzioni e le organizzazioni che sposano questo gesto di solidarietà, ma come ricorda Gradnik sono ancora troppe le difficoltà che incontrano le iniziative no profit in Italia: «La tutela della salute è sancita dalla nostra Costituzione. Eppure viene ancora guardato con un po’ di diffidenza il settore sanitario del no profit, perché tutto è pensato per il profit, per il commercio. È come se non esistessimo dal punto di vista burocratico, tutto è a misura di chi guadagna sulla sanità. Noi speriamo piano piano di riuscire a modificare quest’idea culturale, di non essere più considerati surrogati del circuito farmaceutico, ma integrati nell’idea generale di sanità».

Foto farmacia da Shutterstock
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