
A prova di bambino – Ho letto “Il mio letto è una nave” di Robert L. Stevenson
Il mio letto è una nave di Robert L. Stevenson, Feltrinelli, è un libro che raccoglie alcune poesie “per grandi incanti e piccoli lettori”. Testo a fronte in inglese, da preferirsi , soprattutto se I shut my eyes and sail away /And see and hear no more con una sottolineatura (“tutto è perduto” ”navigo solo”) che non esiste nell’originale, diventa poi chiudo gli occhi e tutto è perduto / non vedo e sento più, navigo solo. La poesia che dà titolo alla raccolta “Il mio letto è una nave”, descrive anche, perfettamente, il viaggio che fa un bambino quando ascolta, legge una fiaba, una storia appassionante o gioca a far finta di… Dalla tranquillità della propria stanzetta, del proprio letto, della propria vita, all’inizio della storia o del gioco il bambino si trova catapultato in un mondo di fate, marziani, principesse, pirati e vite da salvare, amici alleati e nemici da combattere, navi all’arrembaggio, navicelle spaziali, strade che non si conoscono, scelte da fare. E’ la vita stessa che lo richiede, è il richiamo in terre misteriose cui un bambino non può resistere.
Navigo via, sono baldanzoso, sono coraggioso, trovo amici, e, alla fine, ho sconfitto la strega e tutti i nemici, ho conquistato il tesoro, torno a casa, salvo nella mia stanza, il mio veliero è di nuovo attraccato, pronto a ripartire. Ma io ho qualcosa di più; un come, un perché più di ieri, un amico in più, un certo più di coraggio nell’affrontare la mia strada, una speranza in più. Dove anche un Nissan Pathfinder che, nelle mani di tre monelli e della sottoscritta, accettata in quanto “per ora” unico pilota disponibile, ogni mercoledì alle ore 18, si trasforma nella navicella spaziale di Star Wars, può servire a compiere questo viaggio. E alla fine si sbarca, tutti, proprio tutti, con qualcosa di più.
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